Risposta rapida
Uno screenshot ha valore probatorio in tribunale?
Sì, ma solo finché nessuno lo contesta. Ai sensi dell'art. 2712 c.c. le riproduzioni informatiche formano piena prova dei fatti rappresentati fino al disconoscimento della controparte. Nel 2026 quel disconoscimento è facile da motivare, perché qualsiasi immagine si genera o si modifica in pochi minuti. Un pacchetto forense con hash SHA-256, marca temporale indipendente e catena di custodia sposta la discussione dal «sarà vero?» al «chi contesta deve spiegare come sarebbero stati falsificati tutti i controlli».
ProofSnap è uno strumento di acquisizione delle prove, non un servizio di consulenza legale. L'ammissibilità e il peso probatorio restano valutazioni del giudice.
Scopri esattamente cosa riceve un tribunale
Lo stesso ZIP che viene depositato come allegato: screenshot, HTML, metadati, manifest firmato e prova della marca temporale.
Scarica il pacchetto di prove d'esempioVerificalo tu stesso: apri il ZIP, controlla il PDF, ricalcola l'hash. Oppure invia un URL a support@getproofsnap.com e lo cattureremo gratuitamente per te.
1. Quando lo screenshot non è una prova
Immagina questo scenario: l'imprenditore Giovanni scopre che un'azienda concorrente sta diffondendo sui social post diffamatori sulla sua attività. Cattura subito degli screenshot, li salva e li consegna al suo avvocato. Otto mesi dopo, in tribunale, il legale della controparte solleva un'obiezione: «Queste immagini potrebbero essere state create da chiunque con un editor grafico. Dov'è la prova che questo contenuto sia realmente esistito?»
Il giudice accoglie l'obiezione. Uno screenshot senza contesto forense è semplicemente un'immagine, e nel 2026 le immagini si creano in pochi secondi con gli strumenti di intelligenza artificiale.
Che cos'è un deepfake?
Un deepfake è un contenuto multimediale (immagine, video o audio) generato o manipolato tramite intelligenza artificiale per rappresentare eventi o dichiarazioni mai avvenuti. Nel contesto delle prove digitali, i deepfake rendono impossibile distinguere contenuti autentici da falsi senza verifica crittografica.
«Il disconoscimento deve essere chiaro, circostanziato ed esplicito e concretizzarsi nell'allegazione di elementi attestanti la non corrispondenza tra realtà fattuale e realtà riprodotta.»
È la buona notizia per chi produce la prova: una contestazione generica non basta. È anche il motivo per cui la controparte, oggi, non si limita più a contestare in modo generico. Con l'IA generativa può indicare un elemento concreto, cioè che l'immagine potrebbe essere stata generata o alterata, e trasformare così il disconoscimento in un'argomentazione tecnica.
Lo scenario non è ipotetico. In Mendones v. Cushman & Wakefield (Superior Court of California, contea di Alameda, n. 23CV028772, 9 settembre 2025) la giudice Victoria Kolakowski ha accertato che diversi allegati della parte attrice, tra cui due video, tre fotogrammi ripresi da videocamera e alcune schermate di conversazioni, erano stati creati o alterati con l'intelligenza artificiale, e ha applicato la sanzione processuale più grave (terminating sanction), definendo la causa con dismissal with prejudice, cioè senza possibilità di riproporre la domanda. Fonte: The Volokh Conspiracy, 25 settembre 2025.
In Italia il pendolo oscilla in senso opposto, ma verso lo stesso punto di equilibrio: il Tribunale di Modena, sentenza del 29 dicembre 2025 (giudice Andrea Marangoni) ha respinto la difesa di un'azienda che sosteneva genericamente che gli screenshot di WhatsApp prodotti dal lavoratore potessero essere stati manipolati con l'IA. Chi contesta deve indicare elementi precisi e concreti, non un sospetto astratto. Fonte: La Legge per Tutti. Tradotto in pratica: chi deposita una prova ben documentata vince la discussione tecnica, chi deposita un PNG nudo la subisce. Sul punto abbiamo una guida dedicata alle schermate WhatsApp e alla loro ammissibilità in tribunale.
2. Anatomia della prova: pixel contro pacchetto forense
Perché uno screenshot semplice non basta? Il problema sta nella natura stessa del dato digitale: si modifica senza fatica e si copia senza perdita di qualità. Chiunque apra gli strumenti per sviluppatori del browser (tasto F12) può riscrivere il contenuto di una pagina in pochi secondi e fotografare una «prova» di qualcosa che non è mai esistito.
Che cosa chiedono davvero i giudici a una prova digitale
Gli standard forensi moderni per le prove digitali richiedono tre pilastri:
Integrità
La prova che il contenuto non è stato alterato dopo la cattura. Strumento: hash crittografico SHA-256.
Autenticità
La prova che il contenuto proviene dalla fonte dichiarata. Strumento: firma digitale sul manifest e metadati del server.
Fissazione temporale
La prova che il contenuto esisteva in un momento preciso. Strumento: marca temporale qualificata o ancoraggio blockchain.
Che cos'è SHA-256?
SHA-256 (Secure Hash Algorithm 256-bit) è un algoritmo crittografico che genera un'impronta digitale unica di 64 caratteri esadecimali da qualsiasi contenuto digitale. Anche la minima modifica al file originale produce un hash completamente diverso, rendendo impossibile alterare il contenuto senza che la modifica sia rilevabile.
Confronto diretto
Screenshot semplice e pacchetto forense, riga per riga
| Aspetto | Screenshot normale (PNG/JPG) | Pacchetto forense (ProofSnap) |
|---|---|---|
| Integrità dei dati | Nessuna, il file si modifica liberamente | Hash SHA-256 di ogni file nel manifest |
| Data e ora | La data EXIF si sovrascrive in un clic | Marca blockchain (OpenTimestamps) e marca eIDAS qualificata |
| Firma digitale | Assente | Firma RSA-4096 sul manifest |
| Metadati della pagina | Non catturati | URL, header HTTP, cookie, certificato TLS, risoluzione DNS |
| Contenuto testuale | Solo pixel | Testo del DOM estratto e HTML completo |
| Difesa contro «Inspect Element» | Nessuna | Hash dell'HTML e metadati del server a confronto |
| Rilevanza normativa (eIDAS 2) | Insufficiente | Struttura allineata ai requisiti dei documenti elettronici |
ProofSnap è uno strumento di acquisizione delle prove, non un servizio di consulenza legale: l'ammissibilità e il peso della prova restano decisioni del giudice.
Il problema in 30 secondi
Chiunque può riscrivere una pagina prima di fotografarla
Il tasto F12 apre gli strumenti per sviluppatori di qualsiasi browser. Due clic sul testo, una parola diversa, uno screenshot: il file risultante è indistinguibile da quello autentico e non conserva alcuna traccia della modifica.
È esattamente l'argomento che la controparte userà per il disconoscimento ex art. 2712 c.c. La difesa non sta nel promettere che non l'hai fatto, ma nel produrre elementi che una modifica manuale non può riprodurre.
Nel pacchetto forense l'HTML sorgente viene salvato e sottoposto ad hash insieme allo screenshot: se il testo visibile fosse stato riscritto nel browser, la corrispondenza tra i due salterebbe.
Esempio pratico: difendersi dall'accusa di manipolazione
Torniamo al caso dell'imprenditore Giovanni. Se avesse utilizzato uno strumento forense per la cattura delle prove, la situazione in aula sarebbe stata completamente diversa:
Ricostruzione illustrativa dello scambio in udienza
Difesa della controparte
«Si disconoscono le schermate prodotte sub doc. 5: potrebbero essere state create dalla parte attrice modificando la pagina con Inspect Element.»
Difesa di Giovanni
«Deposito un pacchetto forense che contiene:»
1screenshot con hash SHA-256 a3f2…8b91
2codice HTML completo della pagina, con hash corrispondente nel manifest
3marca temporale ancorata alla blockchain Bitcoin, blocco 925.847
4metadati del server, certificato TLS del dominio incluso
«L'hash dell'HTML corrisponde al contenuto visibile nello screenshot: una modifica via Inspect Element avrebbe rotto la corrispondenza. La marca temporale del 15 marzo 2025 è verificabile in modo indipendente e non è retrodatabile. Chi contesta deve spiegare come sarebbero stati falsificati tutti e quattro gli elementi.»
Esempio illustrativo a scopo divulgativo, non un verbale reale. Nomi e dati sono di fantasia.
3. eIDAS 2 e i registri elettronici qualificati
Nel maggio 2024 è entrato in vigore il Regolamento UE 2024/1183, noto come eIDAS 2. Questa normativa introduce un concetto rivoluzionario per le prove digitali: i Registri Elettronici Qualificati.
Che cos'è eIDAS 2?
eIDAS 2 (Regolamento UE 2024/1183) è il quadro normativo europeo aggiornato per l'identificazione elettronica e i servizi fiduciari, che modifica il Regolamento 910/2014. Introduce i registri elettronici, blockchain comprese: le registrazioni contenute in un registro elettronico qualificato godono della presunzione di ordine cronologico sequenziale univoco e accurato e di integrità in tutti gli Stati membri UE.
Che cosa sono i registri elettronici qualificati?
I Registri Elettronici Qualificati sono sistemi di registrazione dati (incluse le blockchain) gestiti da prestatori di servizi fiduciari qualificati ai sensi di eIDAS 2. Garantiscono l'integrità dei dati e la correttezza della data e ora di registrazione, con pieno valore legale in tutta l'Unione Europea.
«Le registrazioni di dati contenute in un registro elettronico qualificato godono della presunzione del loro ordine cronologico sequenziale univoco e accurato e della loro integrità.»
Che cosa cambia nella pratica
La sezione 11 del regolamento riconosce i registri elettronici, blockchain comprese, come strumento per garantire l'integrità dei dati e il loro ordine temporale. Un registro gestito da un prestatore di servizi fiduciari qualificato gode di una presunzione di legge in tutti i 27 Stati membri. Attenzione però a non confondere i due livelli: la marca temporale ancorata alla blockchain e la marca temporale qualificata eIDAS sono due cose distinte, e solo la seconda gode oggi della presunzione dell'articolo 41, paragrafo 2.
«Una validazione temporale elettronica qualificata gode della presunzione di accuratezza della data e dell'ora che indica e di integrità dei dati ai quali tale data e ora sono associate.»
I tre riferimenti che contano nel regolamento
- Articolo 41, paragrafo 2: presunzione di accuratezza della data e di integrità dei dati per la marca temporale qualificata
- Articolo 45 duodecies: effetti giuridici dei registri elettronici, con la presunzione di ordine cronologico e integrità per quelli qualificati
- Articolo 45 terdecies: requisiti che un registro elettronico deve soddisfare per essere qualificato, tra cui la gestione da parte di un prestatore qualificato
Tempistiche: la Commissione doveva fissare le norme di riferimento per i registri elettronici entro il 21 maggio 2025 (art. 45 terdecies, par. 3) e ciascuno Stato membro deve fornire almeno un portafoglio europeo di identità digitale entro 24 mesi dall'entrata in vigore dei relativi atti di esecuzione (art. 5 bis, par. 2), quindi entro la fine del 2026.
Quadro normativo italiano: art. 2712 c.c. e giurisprudenza di Cassazione
In Italia le prove digitali sono disciplinate dal codice di procedura civile e dall'art. 2712 del codice civile sulle riproduzioni meccaniche, che stabilisce: «Le riproduzioni fotografiche, informatiche o cinematografiche, le registrazioni fonografiche e, in genere, ogni altra rappresentazione meccanica di fatti e di cose formano piena prova dei fatti e delle cose rappresentate, se colui contro il quale sono prodotte non ne disconosce la conformità ai fatti o alle cose medesime.»
La giurisprudenza ha costruito nel tempo una linea coerente, che si legge in quattro passaggi:
- Cass. pen., sez. V, n. 8736/2018: la copia dello screenshot è prova documentale ai sensi dell'art. 234 c.p.p. e non richiede accertamento tecnico irripetibile né autentica notarile.
- Cass. civ., ord. n. 11606 del 14 maggio 2018: il disconoscimento di una riproduzione meccanica deve essere chiaro, circostanziato ed esplicito, e va sollevato tempestivamente.
- Cass. civ., sez. II, ord. n. 1254/2025: messaggi WhatsApp e SMS acquisiti tramite screenshot formano piena prova ex art. 2712 c.c. se non disconosciuti, in linea con Cass. SU n. 11197/2023.
- Cass. pen., sez. V, n. 6024/2026: in materia di stalking, gli screenshot dei messaggi sono acquisibili direttamente, senza provvedimenti ad hoc, quando non emergono dubbi sulla credibilità della persona offesa.
Il quadro, quindi, non è ostile allo screenshot: è ostile allo screenshot indifendibile. Finché nessuno contesta, il file basta. Nel momento in cui la controparte solleva un dubbio circostanziato, il giudice valuta secondo prudente apprezzamento (art. 116 c.p.c.) e a quel punto pesa solo ciò che è verificabile: hash, marca temporale, metadati, catena di custodia. Per l'analisi completa del quadro civile e penale abbiamo pubblicato un parere legale indipendente sull'utilizzabilità delle prove ProofSnap in Italia.
Che cos'è la legge 12/2019?
La Legge 12/2019 (conversione del D.L. 135/2018, "Decreto Semplificazioni") ha introdotto in Italia il riconoscimento delle tecnologie basate su registri distribuiti e degli smart contract. L'articolo 8-ter, comma 3, stabilisce che la memorizzazione di un documento informatico tramite queste tecnologie produce gli effetti giuridici della validazione temporale elettronica dell'articolo 41 del Regolamento eIDAS. Va però detto fino in fondo: la norma rinvia a standard tecnici che AgID doveva individuare entro novanta giorni e che a oggi non sono stati adottati, quindi in giudizio conviene affiancare la marca blockchain a una marca temporale qualificata.
Che cos'è l'art. 2712 del codice civile?
L'articolo 2712 del Codice Civile italiano disciplina le «riproduzioni meccaniche» (fotografie, registrazioni, documenti informatici). Stabilisce che formano piena prova dei fatti rappresentati, salvo che la parte contro cui sono prodotte ne disconosca la conformità. Il disconoscimento deve essere chiaro, circostanziato ed esplicito, non generico.
4. La blockchain come notaio digitale
Perché la blockchain funziona bene come marca temporale per le prove? Per tre proprietà: immutabilità, trasparenza e decentralizzazione. Nessuna delle tre dipende dalla fiducia in ProofSnap, ed è esattamente questo che la rende utile in giudizio: la verifica può farla il consulente della controparte, con strumenti liberi.
Come funziona una marca temporale blockchain, in cinque passaggi
sha256(contenuto)
Si calcola l'hash SHA-256 di screenshot, HTML e metadati.
ots stamp
L'hash viene ancorato a una transazione Bitcoin tramite OpenTimestamps.
block 925.847
La transazione entra in un blocco con data e ora esatte.
nodi × migliaia
Il blocco è confermato da nodi indipendenti in tutto il mondo.
ots verify
Chiunque, anche il consulente della controparte, può verificare da solo.
Che cos'è OpenTimestamps?
OpenTimestamps è un protocollo open-source per creare timestamp verificabili utilizzando la blockchain Bitcoin. Permette di ancorare l'hash di qualsiasi documento alla blockchain, creando una prova immutabile e decentralizzata che quel contenuto esisteva in un determinato momento. Chiunque può verificare la marca temporale in modo indipendente, senza affidarsi a terze parti.
Che cos'è una marca temporale blockchain?
Un timestamp blockchain è una marca temporale immutabile che certifica l'esistenza di un documento digitale in un preciso istante. L'hash del documento viene registrato in una transazione blockchain, creando una prova che non può essere falsificata o retrodatata. A differenza dei timestamp tradizionali, non richiede fiducia in un'autorità centrale.
# verifica indipendente, senza server ProofSnap
$ ots verify manifest.json.ots
Assuming target filename is 'manifest.json'
Success! Bitcoin block 925847 attests existence as of 2025-03-15
$ sha256sum screenshot.jpeg
a3f2b7c40e19…8b91 screenshot.jpeg
# corrisponde al valore scritto nel manifest firmato
Precedenti e riconoscimenti normativi
I timestamp blockchain sono già stati riconosciuti dai tribunali in diverse giurisdizioni:
- Vermont, Stati Uniti (2016): il 12 V.S.A. § 1913 attribuisce al documento registrato su blockchain il carattere di documento che si autentica da sé (self-authenticating) ai sensi della Vermont Rule of Evidence 902, se accompagnato da una dichiarazione giurata di persona qualificata. La presunzione riguarda l'autenticità della registrazione, non la veridicità del contenuto.
- Cina (2018): il Tribunale di Internet di Hangzhou ha ammesso una prova ancorata su blockchain in un caso di violazione del diritto d'autore.
- Italia (2019): l'art. 8-ter del D.L. 135/2018, convertito con L. 12/2019, attribuisce alla memorizzazione su registri distribuiti gli effetti della validazione temporale elettronica dell'art. 41 eIDAS; gli standard tecnici AgID richiamati dalla norma non sono però mai stati adottati.
- Unione Europea (2024): il Regolamento (UE) 2024/1183 introduce i registri elettronici qualificati e la presunzione dell'art. 45 duodecies, paragrafo 2.
5. Il nuovo standard per la pratica legale
Il 2026 rappresenta un punto di svolta per le prove digitali. Tre fattori si sommano: la diffusione dell'IA generativa, l'attuazione piena di eIDAS 2 e la crescente consapevolezza dei giudici sulla manipolazione digitale. Il risultato è un contesto in cui lo screenshot semplice non basta più.
Checklist per avvocati e consulenti
Cinque punti da verificare prima di depositare
- Acquisire i contenuti web con uno strumento forense, non con il tasto Stamp
- Pretendere un hash crittografico (SHA-256) su tutte le prove digitali
- Garantire una marca temporale indipendente (blockchain oppure prestatore qualificato)
- Conservare i metadati: URL, header HTTP, certificato TLS, risoluzione DNS
- Documentare la catena di custodia, dalla cattura al deposito
Una prova digitale non è più debole di un documento cartaceo. Acquisita e protetta nel modo giusto, è anzi più solida, perché la sua integrità si dimostra con un calcolo invece che con una testimonianza. Tutto sta nell'usare gli strumenti e le procedure corrette fin dal primo momento, cioè quando il contenuto è ancora online. Per gli studi che lo fanno di mestiere abbiamo raccolto il flusso di lavoro in una pagina dedicata alle prove digitali per studi legali, mentre chi preferisce delegare la singola acquisizione può usare il servizio di cattura prove web.
«Nel mondo digitale la domanda non è se riesci a catturare una prova, ma se riesci a difenderla sul piano forense.»
- 1 Uno screenshot semplice non basta più. I file PNG e JPG senza contesto forense cadono al primo disconoscimento circostanziato, perché gli strumenti di IA generativa producono falsi convincenti in pochi secondi.
- 2 eIDAS 2 riconosce i registri elettronici qualificati. Dal maggio 2024 il Regolamento UE 2024/1183 attribuisce alle loro registrazioni la presunzione di ordine cronologico e di integrità (art. 45 duodecies, par. 2).
- 3 Un pacchetto forense poggia su tre elementi. Integrità (hash SHA-256), autenticità (firma digitale) e fissazione temporale (marca blockchain o eIDAS qualificata).
- 4 ProofSnap automatizza l'intera acquisizione. Da 11 a 15 file per cattura: screenshot, HTML, metadati, manifest firmato, catena di custodia e prova della marca temporale.
- 5 Attuazione di eIDAS 2 entro la fine del 2026. Ogni Stato membro deve fornire almeno un portafoglio europeo di identità digitale entro 24 mesi dall'entrata in vigore dei relativi atti di esecuzione (art. 5 bis, par. 2).
Glossario
I termini chiave, in una riga ciascuno
- eIDAS 2
- Regolamento UE 2024/1183 che stabilisce il quadro normativo per l'identificazione elettronica e i servizi fiduciari, incluso il riconoscimento legale dei registri elettronici qualificati.
- Registri elettronici qualificati
- Sistemi di registrazione dati (incluse blockchain) gestiti da prestatori qualificati con pieno valore legale in UE per integrità e timestamp.
- SHA-256
- Algoritmo crittografico che genera un'impronta digitale unica di 64 caratteri, usato per verificare l'integrità dei contenuti digitali.
- OpenTimestamps
- Protocollo open-source per creare timestamp verificabili ancorati alla blockchain Bitcoin.
- Marca temporale blockchain
- Marca temporale immutabile che certifica l'esistenza di un documento in un preciso istante tramite registrazione blockchain.
- Legge 12/2019
- Legge italiana che riconosce il valore legale delle tecnologie blockchain e dei timestamp come prova di esistenza anteriore.
- Art. 2712 Codice Civile
- Articolo che disciplina le riproduzioni meccaniche e informatiche come prove, salvo disconoscimento circostanziato.
- Deepfake
- Contenuto multimediale generato o manipolato tramite AI per rappresentare eventi mai avvenuti.
- Pacchetto forense
- Insieme di file che costituiscono una prova digitale completa: screenshot, HTML, metadati, hash, firma digitale e timestamp blockchain.
- Copia forense
- Acquisizione di contenuti digitali con strumentazione certificata, hash crittografici e catena di custodia documentata.
L'estensione in pratica
Ecco come si presenta ProofSnap mentre acquisisci la prova
Il pannello laterale si apre accanto alla pagina che stai guardando. Nessun caricamento su piattaforme esterne: la cattura parte dal tuo browser e il pacchetto sigillato resta sul tuo computer.
1Cattura snapshot pagina
Un solo pulsante avvia l'intera catena: screenshot, HTML, testo del DOM, metadati di rete, hash, firma e marca temporale.
2Lingua delle prove
Il PDF probatorio può essere generato in italiano anche se usi l'interfaccia in un'altra lingua, così l'allegato è leggibile dal giudice senza traduzioni.
3Marca temporale qualificata UE (eIDAS)
Un selettore aggiunge alla cattura la marca qualificata emessa da Disig a.s., Prestatore di Servizi Fiduciari Qualificato nella EU Trusted List. Il contatore mostra quante ne restano.
4Verificatore di autenticità e Certificazione file
Dallo stesso pannello puoi ricontrollare un pacchetto già prodotto oppure sigillare file che possiedi già, per esempio un video o un PDF ricevuto.
Dentro il pacchetto
Che cosa arriva davvero sul tavolo del giudice
Ogni acquisizione produce uno ZIP firmato che contiene da 11 a 15 file, a seconda del piano e delle opzioni attive. Tutto verificabile da chiunque, gratis.
Il contenuto, non solo i pixel
HTML della pagina e testo del DOM accanto all'immagine, così la corrispondenza tra ciò che si vede e ciò che il server ha inviato è verificabile.
Il contesto tecnico
URL, header HTTP, certificato TLS, risoluzione DNS, ora sincronizzata via NTP: gli elementi che un consulente può controllare uno per uno.
Due livelli di data certa
Ancoraggio Bitcoin OpenTimestamps e, sui piani che la prevedono, marca temporale qualificata eIDAS emessa da Disig a.s., Prestatore di Servizi Fiduciari Qualificato nella EU Trusted List.
Metti in sicurezza le prove oggi
Cattura una pagina come prova, in meno di un minuto
ProofSnap è un'estensione per Chrome ed Edge: crea da sola il pacchetto forense con hash SHA-256, firma digitale RSA-4096, marca temporale blockchain e catena di custodia. Nessun caricamento manuale, nessun intermediario.
SnapPack
10 catture · acquisto una tantum, senza abbonamento
4,99 USD (circa 4,60 €)
eIDAS SnapPack
Marche qualificate emesse da Disig a.s.
24,99 USD / 5 marche (circa 23 €)
Anche 1 marca a 6,99 USD (circa 6,40 €) oppure 10 a 49,99 USD (circa 46 €)
Abbonamento
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da 8,99 USD / mese (circa 8,30 €)
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Prova di 7 giorni sugli abbonamenti, con carta di credito richiesta all'attivazione. Il SnapPack è invece un acquisto una tantum, senza rinnovo automatico. Prezzi in dollari statunitensi, gli importi in euro sono indicativi.
Domande frequenti
Le domande che riceviamo più spesso
ProofSnap è uno strumento di acquisizione delle prove, non un servizio di consulenza legale. Per il tuo caso rivolgiti a un avvocato.
Fonti
Fonti e riferimenti normativi
- Regolamento (UE) 2024/1183, eIDAS 2, su EUR-Lex
- Regolamento (UE) 910/2014 in versione consolidata, art. 41 e artt. 45 duodecies e terdecies
- Art. 2712 del Codice Civile su Normattiva
- Codice di Procedura Civile su Normattiva
- Art. 8-ter del D.L. 135/2018, convertito con L. 12/2019, su Normattiva
- 12 V.S.A. § 1913, Blockchain enabling, Vermont General Assembly
- Mendones v. Cushman & Wakefield, resoconto su The Volokh Conspiracy, 25 settembre 2025
- OpenTimestamps, protocollo di marcatura temporale su Bitcoin
- Tribunale di Modena, 29 dicembre 2025, resoconto su La Legge per Tutti
- Parere legale sull'utilizzabilità delle prove ProofSnap in Italia