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Cyberbullismo in Italia nel 2026: come raccogliere le prove e dove denunciare

Se subisci cyberbullismo in Italia nel 2026, prima conserva le prove e poi segnala: cattura messaggi, profili e commenti prima che vengano cancellati, quindi rivolgiti alla Polizia Postale, alla scuola o al Garante per la rimozione. ProofSnap sigilla ogni cattura in un pacchetto con impronta SHA-256 che chiunque può verificare.

Di , fondatore di ProofSnap · Pubblicato il · Aggiornato il · 12 min di lettura

Radim progetta il formato del pacchetto probatorio di ProofSnap: impronta SHA-256 per ogni file, manifesto firmato, ancoraggio OpenTimestamps alla blockchain Bitcoin e marca temporale qualificata eIDAS. Questa guida non sostituisce il parere di un avvocato.

Pannello laterale di ProofSnap aperto in Chrome: pulsante di cattura, lingua delle prove e opzione per la marca temporale qualificata eIDAS
Il pannello di ProofSnap si apre accanto alla chat o al profilo da catturare.

Se sei in pericolo, o lo è qualcuno che conosci, chiedi aiuto subito

Quadro giuridico di questa pagina: art. 2712 c.c. per il valore dello screenshot · art. 612-bis c.p. per gli atti persecutori · art. 2 della legge 71/2017 per la rimozione dei contenuti

47%
degli studenti di 15-19 anni ha subito cyberbullismo nel 2024 (ESPAD Italia)
7,8%
dei ragazzi di 11-19 anni subisce offese online più volte al mese (Istat, 2023)
1 su 6
dei ragazzi di 11-15 anni in 44 Paesi ha subito cyberbullismo (OMS Europa)
48 ore
entro cui il Garante provvede sulla richiesta di rimozione
Risposta rapida

Cosa fare se sei vittima di cyberbullismo: cinque passi, in quest’ordine

  1. Non avvisare chi ti molesta: non rispondere e non segnalare ancora l’account.
  2. Apri la piattaforma nel browser del computer, in Chrome o in Edge.
  3. Cattura ogni prova: messaggi, profilo, chat di gruppo, commenti, account falsi.
  4. Tieni una cronologia degli episodi, con date e nomi dei file.
  5. Solo dopo segnala e denuncia: piattaforma, Garante, scuola, Polizia.

L’ordine conta: una volta segnalato, il contenuto può sparire prima che tu lo abbia salvato.

1. Perché uno screenshot non basta

Uno screenshot non è privo di valore. L’art. 2712 del codice civile stabilisce che le riproduzioni informatiche formano piena prova dei fatti rappresentati se colui contro il quale sono prodotte non ne disconosce la conformità. Il problema è proprio il disconoscimento: chi ti molesta dirà che l’immagine è stata ritoccata, e dopo una contestazione chiara e circostanziata tocca a te dimostrare da dove viene la schermata e che non è stata modificata.

Una schermata fatta con il telefono non ha nulla che lo dimostri: la data viene dal tuo dispositivo e l’immagine si modifica in pochi secondi. Una cattura forense conserva invece la pagina originale, il suo codice, l’indirizzo e i metadati, e calcola per ogni file un’impronta SHA-256: se qualcuno cambiasse anche un solo pixel, l’impronta non corrisponderebbe più.

Che cosa chiede di solito chi riceve la denuncia

  • Chi: nome utente, ID e URL del profilo da cui arrivano le offese, ed eventuali account collegati.
  • Che cosa: i messaggi o i post completi, non solo una frase ritagliata.
  • Quando: le date degli episodi e la loro frequenza.
  • Da dove: la provenienza del materiale e la prova che non è stato alterato.
  • Chi altro ha visto: testimoni, altre vittime, partecipanti alle chat.

2. Come raccogliere le prove, passo per passo

La procedura è la stessa su ogni piattaforma e richiede pochi minuti. Non servono competenze tecniche: installi l’estensione, apri la pagina e premi un pulsante.

Passo 1: non avvisare chi ti molesta

Non rispondere, non segnalare ancora l’account alla piattaforma e non annunciare la denuncia, nemmeno ad amici comuni. Chi sospetta che le prove vengano raccolte cancella messaggi, post e a volte l’intero account.

Passo 2: apri la piattaforma nel browser

ProofSnap è un’estensione per Chrome e per Edge, ma le app per smartphone non supportano le estensioni. Apri la versione web sul computer:

Dove aprire le principali piattaforme nel browser
Piattaforma Indirizzo
WhatsAppweb.whatsapp.com
Instagraminstagram.com
Facebook e Messengerfacebook.com
TikToktiktok.com
Discorddiscord.com/app
Telegramweb.telegram.org

Su WhatsApp Web, Telegram Web, Messenger e Discord, ProofSnap scorre la conversazione e la cattura anche oltre la parte visibile sullo schermo.

Passo 3: cattura ogni prova

  • La conversazione intera, non solo il messaggio peggiore.
  • Il profilo di chi ti molesta: nome utente, foto, descrizione.
  • Le chat di gruppo in cui sono avvenuti gli episodi, con i partecipanti.
  • I commenti ai post pubblici.
  • Gli account falsi creati a tuo nome, insieme al tuo profilo vero.
  • Le storie, che su Instagram spariscono dopo 24 ore.

Passo 4: tieni una cronologia

Un singolo insulto è difficile da perseguire; venti messaggi in tre settimane mostrano una condotta reiterata. Annota ogni episodio:

5 marzo: Instagram, messaggio diretto con minacce (cattura-001.zip)
6 marzo: gruppo WhatsApp, insulti davanti alla classe (cattura-002.zip)
8 marzo: TikTok, account falso a mio nome (cattura-003.zip)

Passo 5: segnala e denuncia

Solo ora segnala il contenuto alla piattaforma, chiedi la rimozione, informa la scuola e presenta denuncia o querela. Porta i pacchetti probatori su una chiavetta USB. Le strade sono descritte nella sezione 5.

3. Se i messaggi sono già stati cancellati

Non tutto è perduto, ma il tempo conta. Quattro strade, da percorrere subito:

  1. Cattura ciò che resta. Il profilo di chi ti molesta, le altre conversazioni, le chat di gruppo con i testimoni, i nuovi episodi. Meglio una prova parziale che nessuna prova.
  2. Scarica la copia dei tuoi dati. Il regolamento generale sulla protezione dei dati ti dà il diritto di ottenere una copia dei dati che una piattaforma conserva sul tuo conto, e le principali piattaforme hanno una funzione per scaricarli dalle impostazioni.
  3. Presenta presto denuncia o querela. Le piattaforme conservano i dati per le indagini solo se le autorità chiedono in tempo di conservarli: secondo le linee guida di Meta per le forze dell’ordine, i dati vengono conservati per 90 giorni dalla richiesta, ma non ciò che era già stato cancellato prima.
  4. Cerca nella Wayback Machine. I contenuti pubblici, come un profilo o un post aperto a tutti, possono essere stati archiviati su web.archive.org. Se li trovi, cattura subito la pagina dell’archivio.

4. Quando il cyberbullismo è reato

Nel codice penale non esiste un reato chiamato cyberbullismo, ma i comportamenti che lo compongono sono reati. Quando le molestie si ripetono, il reato più rilevante è quello di atti persecutori, previsto dall’art. 612-bis del codice penale: chi con condotte reiterate minaccia o molesta qualcuno in modo da causargli un perdurante e grave stato di ansia o di paura, un fondato timore per l’incolumità propria o di una persona cara, o da costringerlo ad alterare le proprie abitudini di vita, è punito con la reclusione da uno a sei anni e sei mesi. La pena aumenta se il fatto è commesso con strumenti informatici o telematici. Per dimostrare la reiterazione delle condotte serve la cronologia del passo 4.

Comportamenti frequenti e reato corrispondente
Comportamento Reato Pena
Messaggi e contatti ripetuti, controllo ossessivo dei profiliAtti persecutoriReclusione da 1 anno a 6 anni e 6 mesi
Minacce in chat o nei commentiMinacciaMulta fino a 1.032 €; se grave, reclusione fino a 1 anno
Offese o notizie false pubblicate sui socialDiffamazione, aggravata dal mezzo di pubblicitàReclusione da 6 mesi a 3 anni o multa
Foto o video intimi diffusi senza consensoDiffusione illecita di immagini o video sessualmente esplicitiReclusione da 1 a 6 anni e multa da 5.000 a 15.000 €
Profili falsi a nome della vittimaSostituzione di personaReclusione fino a 1 anno
Indirizzo, telefono o scuola della vittima pubblicatiPuò configurare il trattamento illecito di dati personaliDipende dal caso

Accanto al codice penale, la legge 71/2017, estesa al bullismo dalla legge 70/2024, protegge in modo specifico i minori: rimozione rapida dei contenuti, ammonimento del Questore, obblighi delle scuole. Per le piattaforme vale inoltre il regolamento europeo sui servizi digitali, che le obbliga a offrire un sistema per segnalare i contenuti illegali.

5. Dove denunciare e come ottenere la rimozione

Polizia Postale, Polizia di Stato e Carabinieri

La denuncia o la querela si presentano in qualsiasi ufficio della Polizia di Stato, in una stazione dei Carabinieri o alla Procura della Repubblica. La Polizia Postale e per la sicurezza cibernetica ha 18 centri regionali e 82 sezioni provinciali; sul sito commissariatodips.it si può inviare una segnalazione online, che però non sostituisce la denuncia.

Rimozione: prima il gestore, poi il Garante

Secondo l’art. 2 della legge 71/2017, il minore che ha compiuto 14 anni, o un genitore, può chiedere al gestore del sito o del social l’oscuramento, la rimozione o il blocco dei contenuti che lo riguardano. Se entro 24 ore il gestore non comunica di aver preso in carico la richiesta, ed entro 48 ore non provvede, ci si rivolge al Garante per la protezione dei dati personali, che provvede entro 48 ore. Sulla pagina del Garante sul cyberbullismo c’è il modulo da inviare a cyberbullismo@gpdp.it. Cattura il contenuto prima di chiederne la rimozione.

Ammonimento del Questore

Quando un minore che ha compiuto 14 anni commette contro un altro minore diffamazione, minaccia, diffusione illecita di immagini o trattamento illecito di dati, e finché non è stata proposta querela o presentata denuncia, si può chiedere al Questore l’ammonimento. Il Questore convoca il minore insieme ad almeno un genitore; gli effetti cessano con la maggiore età.

La scuola

Ogni scuola individua fra i docenti un referente per il bullismo e il cyberbullismo e, con la legge 70/2024, deve adottare un codice interno per prevenirli. Se la vittima è uno studente, scrivi al referente e al dirigente scolastico allegando i pacchetti probatori. Materiali per famiglie e scuole sono su Generazioni Connesse.

App YouPol

Con l’app YouPol della Polizia di Stato si possono segnalare episodi di bullismo, anche in forma anonima, allegando immagini, video e audio.

6. Che cosa possono fare i genitori

La Polizia Postale riassume i suoi consigli per i genitori in poche parole: salvare gli insulti e le foto, andare in un ufficio di polizia e farlo presto, perché la traccia informatica è labile. In pratica:

  1. Ascolta prima di tutto. Se tuo figlio te ne ha parlato, vuol dire che si fida di te. Non togliergli il telefono: servirà per accedere alle chat.
  2. Non contattare ancora chi lo molesta né i genitori di quel ragazzo. Prima le prove, poi il confronto.
  3. Apri le chat sul computer con tuo figlio, nella versione web, e cattura messaggi, profili e commenti.
  4. Ricostruisci con lui la cronologia: quando è iniziato, con quale frequenza, su quali piattaforme.
  5. Poi agisci: referente scolastico, richiesta di rimozione, Polizia. Se tuo figlio ha bisogno di parlare con qualcuno, Telefono Azzurro risponde al 19696.

7. Due casi italiani

Tribunale di Brescia, 2025: 15.000 € a carico dei genitori

Tra luglio e dicembre 2017 una studentessa minorenne aveva creato su Instagram diversi profili a nome di una compagna di classe, con fotografie modificate e contenuti diffamatori. Con la sentenza del 4 marzo 2025 il Tribunale di Brescia ha condannato i genitori al risarcimento di 15.000 €, perché la loro vigilanza sull’uso dei social era stata insufficiente.

Fonte: Diritto.it.

Il gruppo Facebook «Mia Moglie»

Nell’agosto 2025 la Polizia Postale ha ricevuto in pochi giorni migliaia di segnalazioni su un gruppo Facebook con più di 32.000 iscritti, dove venivano pubblicate foto di donne, spesso intime, senza il loro consenso. Facebook ha chiuso il gruppo il 20 agosto 2025; a gennaio 2026 le indagini hanno portato a perquisizioni e sequestri nei confronti degli amministratori del gruppo. Quando una pagina viene chiusa, per chi è stata colpita conta ciò che era stato conservato prima.

Fonti: Polizia di Stato, Il Fatto Quotidiano, 20 agosto 2025.

I numeri spiegano perché questi casi non sono eccezioni. Secondo lo studio ESPAD Italia del CNR, nel 2024 oltre un milione di studenti tra i 15 e i 19 anni, il 47%, ha subito episodi di cyberbullismo. L’Istat rileva che nel 2023 circa un ragazzo su tre tra gli 11 e i 19 anni ha subito almeno un episodio offensivo online, e il 7,8% più volte al mese. Nei 44 Paesi dello studio dell’OMS Europa, un ragazzo su sei tra gli 11 e i 15 anni ha subito cyberbullismo.

8. Che cosa contiene una cattura ProofSnap

Ogni cattura produce un archivio ZIP che puoi consegnare alla Polizia, alla scuola o a un avvocato. Contiene la pagina com’era nel momento della cattura e gli elementi per verificarla senza doverti fidare di noi.

proofsnap_chat_whatsapp.zip

I file principali dell’archivio creato catturando una conversazione:

screenshot.jpegpagina intera
page.htmlcodice sorgente
metadata.jsonURL, DNS, intestazioni HTTP
evidence.pdfrelazione leggibile
manifest.jsonimpronte SHA-256
manifest.sigfirma RSA
manifest.json.otsancoraggio Bitcoin, non incluso in Essential
verification/script di verifica

A seconda del piano l’archivio contiene da 11 a 15 file. Chiunque può ricalcolare le impronte con gli script inclusi, senza di noi, oppure con il nostro Verificatore di autenticità. Puoi anche scaricare un pacchetto di esempio.

La firma RSA lega le impronte di tutti i file al manifesto; a fissarlo nel tempo sono l’ancoraggio OpenTimestamps o la marca temporale qualificata. Dal piano Professional, e con lo SnapPack, il manifesto viene ancorato alla blockchain Bitcoin tramite OpenTimestamps, che dimostra che i dati esistevano al più tardi al momento dell’ancoraggio. Nei piani Enterprise e Company, o con i crediti eIDAS, la cattura riceve anche una marca temporale qualificata rilasciata da Disig a.s., prestatore di servizi fiduciari qualificato presente nell’elenco di fiducia dell’Unione europea: il regolamento eIDAS le attribuisce la presunzione di accuratezza della data e dell’ora e di integrità dei dati marcati, non della verità di ciò che la pagina mostra.

9. Quanto costa ProofSnap

Fatturiamo in dollari statunitensi. Gli importi in euro sono indicativi, calcolati al cambio di settembre 2026 (un dollaro vale circa 0,866 €); il cambio applicato è quello dell’emittente della tua carta.

Un solo episodio da documentare

4,99 $ una tantum

circa 4,30 €

Lo SnapPack è un acquisto singolo per un numero fisso di catture, con ancoraggio OpenTimestamps. Nessun abbonamento e nessun rinnovo automatico.

Acquista uno SnapPack

Molestie che durano settimane

16,99 $/mese

circa 14,70 €

Il piano Professional include 200 catture al mese e l’ancoraggio OpenTimestamps alla blockchain Bitcoin. Il periodo di prova di sette giorni richiede una carta di credito; se disdici entro i sette giorni non ti viene addebitato nulla.

Inizia il periodo di prova

Marca temporale qualificata eIDAS

28,99 $/mese

circa 25,10 €

Il piano Enterprise aggiunge la marca temporale qualificata eIDAS, utile quando le prove potrebbero arrivare davanti a un giudice.

Scopri Enterprise

Una precisazione. Il piano base Essential, a 8,99 $ (circa 7,80 €) al mese, non include l’ancoraggio OpenTimestamps, disponibile dal piano Professional e con lo SnapPack. Se ti serve una data verificabile da terzi, scegli lo SnapPack o il piano Professional. Preferisci non fare tutto da solo? Le pagine pubbliche, come un profilo o un post aperto a tutti, le catturiamo noi con il servizio di cattura prove web. Tutti i piani sono sulla pagina dei prezzi.

10. Domande frequenti

Uno screenshot vale come prova di cyberbullismo?

Sì, ma è una prova fragile. Il codice civile riconosce alle riproduzioni informatiche valore di piena prova solo se la controparte non ne disconosce la conformità, e dopo un disconoscimento chiaro e circostanziato tocca a chi ha prodotto lo screenshot dimostrarne provenienza e integrità. Per questo conviene catturare la pagina originale, con un’impronta che chiunque possa ricalcolare.

Cosa fare se il bullo ha già cancellato i messaggi?

Cattura subito tutto ciò che resta, scarica dalla piattaforma la copia dei tuoi dati e presenta denuncia o querela il prima possibile. Le piattaforme conservano i dati per le indagini solo se le autorità chiedono in tempo di conservarli: Meta, per esempio, li conserva per 90 giorni dalla richiesta, ma non ciò che era già stato cancellato prima.

Il cyberbullismo è reato in Italia?

Non esiste un unico reato di cyberbullismo, ma i comportamenti che lo compongono sono reati: atti persecutori, minaccia, diffamazione, diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti, sostituzione di persona. Gli atti persecutori sono puniti con la reclusione da uno a sei anni e sei mesi, con un aumento di pena se commessi con strumenti informatici. La legge 71/2017 aggiunge tutele specifiche per i minori.

Dove si denuncia il cyberbullismo?

La denuncia o la querela si presentano in qualsiasi ufficio della Polizia di Stato, compresa la Polizia Postale, in una stazione dei Carabinieri o alla Procura della Repubblica. Sul sito commissariatodips.it si può inviare una segnalazione online, e con l’app YouPol della Polizia di Stato si può segnalare anche in forma anonima. In caso di pericolo immediato chiama il 112.

Come si ottiene la rimozione di un contenuto offensivo?

Il minore che ha compiuto 14 anni, o un genitore, chiede la rimozione al gestore del sito o del social. Se entro 24 ore il gestore non comunica di aver preso in carico la richiesta, ed entro 48 ore non provvede, ci si rivolge al Garante per la protezione dei dati personali, che provvede entro 48 ore. Prima della richiesta conviene catturare il contenuto.

Che cos’è l’ammonimento del Questore per il cyberbullismo?

È una procedura prevista dalla legge 71/2017 per i casi in cui un minore che ha compiuto 14 anni commette contro un altro minore diffamazione, minaccia, diffusione illecita di immagini o trattamento illecito di dati, finché non è stata proposta querela o presentata denuncia. Il Questore convoca il minore insieme ad almeno un genitore. Gli effetti cessano con la maggiore età.

Come si cattura una chat di WhatsApp come prova?

Apri web.whatsapp.com in Chrome o in Edge, collega il telefono e seleziona la conversazione. ProofSnap scorre la chat e la cattura insieme al codice della pagina e ai metadati, in un pacchetto con impronta SHA-256. L’app per smartphone non supporta le estensioni, quindi serve la versione web.

Quanto costa ProofSnap?

Lo SnapPack è un acquisto singolo da 4,99 $ (circa 4,30 €), senza abbonamento. I piani mensili costano 8,99 $ (circa 7,80 €) per Essential, 16,99 $ (circa 14,70 €) per Professional e 28,99 $ (circa 25,10 €) per Enterprise, che include la marca temporale qualificata eIDAS. Per il periodo di prova di sette giorni serve una carta di credito. Gli importi in euro sono indicativi.

I messaggi possono sparire domani. La cattura resta.

Installa l’estensione e cattura la conversazione adesso, prima di segnalarla.

Inizia il periodo di prova (7 giorni)

Per il periodo di prova serve una carta di credito. In alternativa, lo SnapPack costa 4,99 $ (circa 4,30 €) una tantum.

Fonti

Testi normativi

Istituzioni e dati

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Avvertenza: questo articolo ha scopo informativo e non costituisce consulenza legale. Le norme cambiano: prima di decidere verifica le disposizioni vigenti e rivolgiti a un avvocato.

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