Deepfake e prova digitale nel 2026: come difendere uno screenshot contestato
Nel 2026 in Italia la controparte può sostenere che uno screenshot sia stato creato con l’IA, ma un sospetto generico non basta a farlo cadere. Con ProofSnap ogni cattura include un certificato di provenienza con 6 controlli, le impronte SHA-256 dei file e, sui piani idonei, una marca temporale qualificata eIDAS.
Radim progetta il formato del pacchetto probatorio di ProofSnap, compreso il certificato di provenienza: impronta SHA-256 per ogni file di contenuto, manifest firmato, ancoraggio OpenTimestamps e marca temporale qualificata eIDAS. Questa guida non sostituisce il parere di un avvocato.
Quadro giuridico di questa pagina: art. 2712 del codice civile per il valore delle riproduzioni informatiche · art. 612-quater del codice penale per il reato di deepfake · art. 50 dell’AI Act per la trasparenza dei contenuti generati con l’IA
La controparte dice che la tua prova è un deepfake: che cosa conta
- Il sospetto generico non basta: il disconoscimento deve essere circostanziato.
- Conta come è stata fatta la cattura: ora, DNS, ambiente del browser, impronte.
- Conta la data: ancoraggio blockchain e, meglio ancora, una marca temporale qualificata.
- Conta la verificabilità: il consulente della controparte deve poter ripetere i controlli.
La provenienza si documenta al momento della cattura: dopo è troppo tardi.
1. Il disconoscimento «è un deepfake»
Hai prodotto in giudizio lo screenshot di una pagina web: una minaccia sui social, un annuncio fraudolento, una recensione diffamatoria. Nella memoria successiva la controparte ne disconosce la conformità, sostenendo che oggi l’IA genera immagini indistinguibili da una cattura reale.
Per l’art. 2712 del codice civile le riproduzioni informatiche «formano piena prova dei fatti e delle cose rappresentate, se colui contro il quale sono prodotte non ne disconosce la conformità ai fatti o alle cose medesime». Per la giurisprudenza il disconoscimento deve essere chiaro, circostanziato ed esplicito: il semplice richiamo al rischio di deepfake non basta. Quando invece la contestazione è circostanziata, lo screenshot perde l’efficacia di piena prova e il giudice lo valuta insieme agli altri elementi, eventualmente con una consulenza tecnica d’ufficio.
È quello che Chesney e Citron hanno chiamato il «dividendo del bugiardo»: poiché i deepfake esistono, chi ha torto può liquidare come falsa anche una prova autentica. Lo descrivono nel loro saggio del 2019 pubblicato sulla California Law Review. La contromisura è documentare la provenienza al momento della cattura, non dopo.
2. Che cosa dice la legge
Il reato di deepfake. Dal 10 ottobre 2025, con la legge 132/2025, l’art. 612-quater del codice penale punisce con la reclusione da uno a cinque anni chi cagiona un danno ingiusto a una persona diffondendo senza il suo consenso immagini, video o voci falsificati o alterati con sistemi di intelligenza artificiale e idonei a ingannare sulla loro genuinità. Di regola si procede a querela della persona offesa.
L’AI Act. Dal 2 agosto 2026 si applicano gli obblighi di trasparenza dell’art. 50 dell’AI Act: chi fornisce sistemi di IA che generano contenuti sintetici deve marcarli in un formato leggibile meccanicamente (per i sistemi già immessi sul mercato il termine è il 2 dicembre 2026), e chi utilizza un sistema di IA per generare o manipolare un deep fake, fuori dall’uso personale non professionale, deve rendere noto che il contenuto è stato generato o manipolato artificialmente. Sono obblighi per chi crea contenuti con l’IA: non dicono come provare che una cattura è autentica, ma rendono la provenienza un tema centrale, come riconosce anche Gartner, che ha inserito la provenienza digitale tra i trend tecnologici strategici del 2026.
La marca temporale qualificata. Per il regolamento eIDAS una marca temporale qualificata gode della presunzione di accuratezza della data e dell’ora che indica e di integrità dei dati a cui si riferisce. La presunzione riguarda data, ora e integrità, non la veridicità del contenuto catturato.
3. Il certificato di provenienza: 6 controlli
Ogni pacchetto ProofSnap contiene un certificato di provenienza (provenance_certificate.pdf) che riporta 6 voci: quattro controlli sull’ambiente di acquisizione, eseguiti al momento della cattura, e lo stato delle due marche temporali. Nessuno di questi elementi da solo prova l’autenticità, ma insieme rendono molto più difficile sostenere che l’immagine sia stata costruita a tavolino:
1. Automazione e browser headless
Segnala se il browser era controllato da strumenti di automazione come Puppeteer, Selenium o Playwright, o se era eseguito senza interfaccia grafica (headless).
2. Ora verificata
Confronta l’ora del dispositivo con fonti orarie esterne (NTP) e registra lo scarto: un orologio manipolato emerge dal confronto.
3. Risoluzione DNS incrociata
Risolve il dominio con due resolver indipendenti, Google e Cloudflare, e segnala se le risposte non coincidono.
4. Integrità del dispositivo
Riassume in un punteggio gli indicatori di automazione rilevati sull’ambiente di acquisizione.
5. Ancoraggio blockchain
Registra l’invio dell’impronta del manifest per l’ancoraggio alla blockchain Bitcoin tramite OpenTimestamps, a partire dal piano Professional e con lo SnapPack; la prova dell’ancoraggio è nel file manifest.json.ots.
6. Marca temporale qualificata eIDAS
Con il piano Enterprise o Company, o con i crediti eIDAS, registra la richiesta della marca temporale qualificata di Disig a.s., prestatore di servizi fiduciari qualificato iscritto nell’elenco di fiducia dell’UE (EU Trusted List); la marca è nel file manifest.json.tsr.
4. La registrazione video
Per le prove più delicate puoi attivare la registrazione della sessione di cattura. Il video documenta il processo, non solo il risultato: la pagina che si carica, lo scorrimento e il momento della cattura. Entra nel pacchetto come capture_video.webm, con la propria impronta SHA-256 nel manifest firmato: qualsiasi modifica successiva all’apposizione della marca temporale sul manifest è rilevabile. Falsificare un video coerente con tutti gli altri elementi del pacchetto è molto più difficile che falsificare una singola immagine.
5. Passo per passo
Passo 1: apri la pagina nel browser
Apri in Chrome o in Edge la pagina che vuoi usare come prova, con il contenuto visibile.
Passo 2: attiva la registrazione video, se serve
Per le prove più delicate attiva la registrazione della sessione di cattura: il video entra nel pacchetto con la propria impronta.
Passo 3: cattura con ProofSnap
Avvia la cattura dal pannello laterale: l’estensione crea il pacchetto con screenshot, codice della pagina, metadati, manifest firmato e certificato di provenienza.
Passo 4: consegna il pacchetto all’avvocato
Consegna lo ZIP senza modificarlo. L’avvocato produce il PDF e, se la controparte contesta, il pacchetto completo per la verifica.
6. Come rispondere in giudizio
Il processo civile italiano è prevalentemente scritto. Una possibile formulazione da adattare nella memoria successiva al disconoscimento:
In relazione al disconoscimento formulato dalla controparte, si osserva che la documentazione contestata è corredata da un certificato di provenienza (doc. X) che attesta la verifica, eseguita al momento dell’acquisizione, dell’ora con fonti esterne, la risoluzione DNS tramite due resolver e l’esito dei controlli su automazione del browser e ambiente di acquisizione. Il manifest contiene le impronte SHA-256 dei file, è firmato con chiave RSA e, ove prevista, munito di marca temporale verificabile in modo indipendente. Il disconoscimento, che si limita a evocare in astratto il rischio di deepfake senza indicare quali elementi sarebbero falsi, appare generico.
La formulazione non sostituisce l’atto del tuo avvocato: adattala al caso e ai documenti effettivamente prodotti.
7. Che cosa contiene il pacchetto
proofsnap_prova_contestata.zip
I file principali dell’archivio creato catturando una pagina:
A seconda del piano l’archivio contiene da 11 a 15 file. La verifica si ripete con gli script inclusi, con il nostro Verificatore di autenticità o con lo strumento open source con licenza MIT. Puoi anche scaricare un pacchetto di esempio.
La firma RSA sul manifest lega tra loro le impronte, e la marca temporale apposta sul manifest rende rilevabile qualsiasi modifica successiva. A partire dal piano Professional, e con lo SnapPack, il manifest viene ancorato alla blockchain Bitcoin tramite OpenTimestamps: l’ancoraggio dimostra che il manifest esisteva già, al più tardi, in quel momento. Il certificato dimostra come è stata fatta la cattura, non che il contenuto della pagina sia vero: una pagina può contenere affermazioni false, e ProofSnap documenta che quella pagina le mostrava.
8. Quanto costa ProofSnap
Fatturiamo in dollari statunitensi. Gli importi in euro sono indicativi, calcolati al cambio di settembre 2026 (un dollaro vale circa 0,866 €); il cambio applicato è quello dell’emittente della tua carta.
Poche catture
4,99 $ una tantum
circa 4,30 €
Lo SnapPack è un acquisto singolo per un numero fisso di catture, con ancoraggio OpenTimestamps. Nessun abbonamento e nessun rinnovo automatico.
Acquista uno SnapPackProve frequenti
16,99 $/mese
circa 14,70 €
Il piano Professional include 200 catture al mese e l’ancoraggio OpenTimestamps. Il periodo di prova di sette giorni richiede una carta di credito; se disdici entro i sette giorni non ti viene addebitato nulla.
Inizia il periodo di provaMarca temporale qualificata eIDAS
28,99 $/mese
circa 25,10 €
Il piano Enterprise aggiunge la marca temporale qualificata eIDAS, con la presunzione di accuratezza della data e dell’ora e di integrità dei dati. Gli studi legali possono usare il piano Company, con una licenza per ogni utente.
Scopri EnterpriseUna precisazione. Il piano base Essential, a 8,99 $ (circa 7,80 €) al mese, non include l’ancoraggio OpenTimestamps, disponibile dal piano Professional e con lo SnapPack. Per poche catture lo SnapPack è la scelta più semplice. Tutti i piani sono sulla pagina dei prezzi.
9. Domande frequenti
La controparte dice che lo screenshot è un deepfake: basta a farlo cadere?
No. Uno screenshot fa piena prova finché la controparte non ne disconosce la conformità, e per la giurisprudenza il disconoscimento deve essere chiaro, circostanziato ed esplicito: il sospetto generico che l’immagine sia stata creata con l’IA non basta. Se il disconoscimento è circostanziato, lo screenshot perde l’efficacia di piena prova e va sostenuto con altri elementi.
Che cos’è il certificato di provenienza di ProofSnap?
È un PDF incluso in ogni pacchetto che riporta 6 voci: quattro controlli eseguiti al momento della cattura (automazione e browser headless, ora verificata con fonti esterne, DNS incrociato, integrità del dispositivo) e lo stato dell’ancoraggio blockchain e della marca temporale qualificata eIDAS.
Diffondere un deepfake è reato in Italia?
Sì, a determinate condizioni: dal 10 ottobre 2025 chi cagiona un danno ingiusto diffondendo senza consenso immagini, video o voci falsificati o alterati con l’IA e idonei a ingannare sulla loro genuinità rischia la reclusione da uno a cinque anni. Il reato è di regola procedibile a querela della persona offesa.
Che cosa cambia con l’AI Act?
Dal 2 agosto 2026 chi fornisce sistemi di IA che generano contenuti sintetici deve marcarli in un formato leggibile meccanicamente (per i sistemi già immessi sul mercato, dal 2 dicembre 2026), e chi utilizza un sistema di IA per creare un deep fake, fuori dall’uso personale, deve rendere noto che il contenuto è stato generato o manipolato artificialmente. Sono obblighi per chi crea contenuti con l’IA, non un metodo per provare che una cattura è autentica.
La registrazione video serve davvero?
Aiuta nei casi più delicati: documenta la sessione di cattura, non solo il risultato. Il video entra nel pacchetto con la propria impronta SHA-256 nel manifest, e qualsiasi modifica successiva all’apposizione della marca temporale sul manifest è rilevabile.
La marca temporale blockchain ha valore legale?
È una prova tecnica che il giudice valuta liberamente: dimostra che il manifest del pacchetto esisteva già al momento dell’ancoraggio. La presunzione di legge sulla data e sull’integrità spetta invece alla marca temporale qualificata eIDAS.
Come si verifica un pacchetto ProofSnap?
Con gli script di verifica inclusi nel pacchetto, con il Verificatore di autenticità sul nostro sito oppure con lo strumento a riga di comando open source con licenza MIT. Con gli script inclusi o con lo strumento open source il consulente della controparte può ripetere la verifica in autonomia.
Come si contesta una prova che si sospetta sia un deepfake?
Con un disconoscimento chiaro, circostanziato ed esplicito: indica quali parti ritieni false o alterate e perché, e chiedi al giudice una consulenza tecnica d’ufficio. Se il contenuto ti danneggia ed è stato diffuso senza il tuo consenso, valuta con il tuo avvocato anche la querela per il reato di deepfake.
Dopo il disconoscimento, chi deve provare che lo screenshot è autentico?
Chi ha prodotto lo screenshot. Se il disconoscimento è circostanziato, la riproduzione perde l’efficacia di piena prova e chi l’ha prodotta deve dimostrarne la conformità con altri elementi, per esempio il pacchetto con le impronte, la marca temporale e il certificato di provenienza, oppure sollecitando una consulenza tecnica d’ufficio.
Screenshot dal telefono o cattura dal browser: che differenza fa?
Uno screenshot dal telefono è solo un’immagine con la data del dispositivo. Una cattura dal browser con ProofSnap conserva anche il codice della pagina, l’indirizzo, le intestazioni HTTP e il certificato di provenienza, e sui piani idonei una marca temporale: elementi che il consulente della controparte può verificare.
Quanto costa ProofSnap?
Lo SnapPack è un acquisto singolo da 4,99 $ (circa 4,30 €), senza abbonamento. I piani mensili costano 8,99 $ (circa 7,80 €) per Essential, 16,99 $ (circa 14,70 €) per Professional e 28,99 $ (circa 25,10 €) per Enterprise, che include la marca temporale qualificata eIDAS. Per il periodo di prova di sette giorni serve una carta di credito.
Documenta la provenienza al momento della cattura.
Dopo, quando arriva il disconoscimento, è troppo tardi.
Inizia il periodo di provaIl piano Professional costa 16,99 $ (circa 14,70 €) al mese; per il periodo di prova di sette giorni serve una carta di credito. Lo SnapPack costa 4,99 $ (circa 4,30 €) una tantum.
Fonti
Testi normativi
- • Codice civile, riproduzioni meccaniche, su Normattiva
- • Codice penale, diffusione illecita di contenuti generati con l’IA, su Normattiva
- • Legge 132/2025 sull’intelligenza artificiale, Gazzetta Ufficiale
- • Regolamento (UE) 2024/1689 sull’intelligenza artificiale (AI Act)
- • Regolamento (UE) 910/2014 (eIDAS) in versione consolidata
Studi e fonti
Avvertenza: questo articolo ha scopo informativo e non costituisce consulenza legale. Per il tuo caso rivolgiti a un avvocato.
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