Canton Ticino e Grigioni italiano · diritto svizzero
Vi hanno truffato online. La prova sparisce prima che possiate reagire.
L'annuncio viene cancellato, il profilo sparisce, il sito va offline. Di solito nel giro di ore, non di giorni. Quando arrivate allo sportello della banca o al posto di polizia, quello che vi restava in mano non esiste piu. Catturate tutto adesso, decidete dopo.
Cosa vi serve davvero, e perché
- La messinscena, non solo il bonifico: l'art. 146 CP richiede l'astuzia. Il finto negozio, le recensioni fabbricate e le promesse scritte sono ciò che la dimostra
- Una data che non venga dalla vostra parola: marca temporale qualificata e ancoraggio Bitcoin, verificabili da chiunque, anche fra dieci anni
- Un fascicolo che regge all'art. 178 CPC: se la controparte contesta, l'onere di provare l'autenticità ricade su di voi
Consegna in 24 ore · art. 157 e 177 CPC (Svizzera) · ISO/IEC 27037 · Verificabile senza di noi
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CHF 450 CHF 2'890
«Sono all'estero per lavoro, la spedisco io. Pagamento anticipato sull'IBAN, poi le confermo la spedizione.»
Esempio illustrativo. Un fascicolo completo mostra tutta la messinscena, cioè l'annuncio, il profilo e la richiesta di pagamento anticipato, che una singola schermata non può dimostrare.
15'090
segnalazioni di truffa in un solo semestre (UFCS, 2025)
24 ore
dalla vostra richiesta al fascicolo certificato
11-15
file nel pacchetto probatorio
8
controlli di integrità nel Certificato di provenienza
Come si usa la prova di una truffa online in Svizzera, e a chi si segnala
Catturate prima, segnalate dopo, e in quest'ordine: banca, Polizia cantonale, antifraud.ch. In Svizzera l'art. 177 CPC annovera gli archivi elettronici fra i documenti, quindi le vostre schermate entrano negli atti. Il peso che avranno dipende però dal libero apprezzamento dell'art. 157 CPC: nessuna presunzione legale vi protegge, e ProofSnap esiste per colmare quel vuoto.
Se la controparte contesta l'autenticità con una motivazione sufficiente, l'art. 178 CPC mette l'onere della prova a carico vostro. Per questo un'immagine PNG catturata di fretta non basta, mentre un pacchetto con hash SHA-256, marca temporale qualificata e catena di custodia sì. La truffa è punita dall'art. 146 CP con pena detentiva sino a cinque anni ed è perseguibile d'ufficio, quindi non avete il termine di tre mesi dei reati a querela di parte: avete però il termine che nessuno scrive, cioè la vita dell'annuncio online.
Di Radim Motycka, fondatore e ingegnere principale, ProofSnap · · diritto svizzero, Canton Ticino e Grigioni italiano
Le truffe che vanno conservate
Cambiano il pretesto e la piattaforma, non la meccanica. In ogni caso quello che dovete portare via non è il fatto di aver pagato, ma la messinscena che vi ha convinto a farlo.
Annunci su Ricardo, tutti.ch, Anibis e Marketplace
L'oggetto non arriva mai, oppure arriva un pacco vuoto. Da catturare: l'annuncio completo con le foto, il profilo del venditore e la sua anzianità, le valutazioni, l'intera conversazione e la conferma di pagamento. L'annuncio sparisce di regola entro poche ore dal bonifico.
Falsi negozi online
Un sito curato, prezzi bassi, nessun recapito verificabile. Da catturare: la pagina prodotto con il prezzo, le condizioni generali, la pagina dei contatti, l'impressum se c'è, il processo di pagamento e le e-mail di conferma. Questi siti restano online poche settimane e poi migrano su un nuovo dominio.
Falsi investimenti e criptovalute
Una piattaforma che mostra guadagni finti finché non chiedete di ritirare. Da catturare: la dashboard con i saldi visualizzati, le promesse di rendimento, le credenziali della sedicente società, i contatti del consulente e ogni istruzione di pagamento. La dashboard viene chiusa nel momento esatto in cui insistete per il prelievo.
Truffa del finto familiare su WhatsApp
Un messaggio da un numero sconosciuto: «Ciao mamma, ho un nuovo numero». Da catturare: la conversazione completa con il numero visibile, la richiesta di pagamento e le coordinate del beneficiario. Il numero viene dismesso subito dopo, e su alcune piattaforme bloccare il contatto vi cancella la cronologia.
Phishing e falsi avvisi di consegna
Un SMS o una e-mail che imita la posta, la dogana o la vostra banca. Da catturare: il messaggio con l'intestazione completa, il dominio della pagina falsa e il modulo in cui avete inserito i dati. Se sono state usate le vostre credenziali per un pagamento che non avete autorizzato, entra in gioco anche l'art. 147 CP.
Truffa sentimentale e falsi profili
Settimane di conversazione, poi un'emergenza e una richiesta di denaro. Da catturare: il profilo con tutte le foto, la conversazione dall'inizio, ogni documento inviato per accreditarsi e le istruzioni di pagamento. Il profilo viene disattivato entro poche ore dalla vostra prima domanda scomoda.
Nel secondo semestre 2025 l'Ufficio federale della cibersicurezza ha ricevuto 29'006 segnalazioni volontarie: il 52% riguardava una truffa, cioè 15'090 casi, il fenomeno più segnalato del Paese (UFCS, Rapporto semestrale 2025/2, pubblicato nel 2026).
Perché dovete catturare adesso
Non è un argomento di vendita, è il modo in cui funziona il web. Tre cose lavorano contro di voi nello stesso momento.
Il truffatore cancella per primo
Chiudere l'annuncio e disattivare il profilo è l'ultimo passo del suo copione, non un imprevisto. Nel momento in cui capite di essere stati truffati, la cancellazione è già programmata. Ogni ora che passa a chiedere consiglio è un'ora in cui la prova evapora.
Bloccare il contatto può cancellare le vostre prove
È il riflesso naturale: bloccare, segnalare, chiudere. Su diverse piattaforme il blocco nasconde o rimuove la cronologia della conversazione anche dal vostro lato. Bloccate dopo aver catturato, mai prima.
Nessuno recupera una pagina che non esiste più
Né il giudice, né la Polizia cantonale, né l'avvocato. Le piattaforme conservano i dati per finalità proprie e non li consegnano a un privato su richiesta. Gli archivi pubblici del web non indicizzano quasi mai un annuncio di seconda mano o una dashboard dietro autenticazione. Se non l'avete catturato voi, non esiste.
Come denunciare una truffa online in Svizzera, nell'ordine giusto
L'ordine conta più di quanto sembri. Solo il primo passo può ancora recuperare del denaro, e ha una finestra che si misura in ore.
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1. La vostra banca, subito
Chiamate subito il servizio di blocco della vostra banca e chiedete il blocco della carta o del conto e l'avvio della richiesta di chargeback. I codici più frequenti sono Visa 13.3 per la merce mai ricevuta e Mastercard 4853 per beni o servizi non conformi, con un termine indicativo di 120 giorni dalla transazione: verificate sempre le condizioni della vostra banca. In Svizzera il chargeback è una procedura contrattuale dei circuiti di carte, non un diritto di legge, quindi la qualità della documentazione allegata decide l'esito.
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2. La denuncia alla Polizia cantonale
La truffa dell'art. 146 CP è perseguibile d'ufficio: non serve una querela e non decorre il termine di tre mesi dell'art. 31 CP. Presentatevi con il fascicolo già pronto, non con il telefono in mano. Se il pagamento è stato disposto senza il vostro intervento, per esempio con credenziali sottratte tramite phishing, si aggiunge l'art. 147 CP, abuso di un sistema per l'elaborazione di dati.
In Ticino la denuncia online della Polizia cantonale non funziona come molti si aspettano: il formulario va compilato, stampato e firmato a mano, poi consegnato allo sportello della Polizia cantonale o del Ministero pubblico, oppure spedito per posta. Il sito lo dice esplicitamente: «Il sistema di denuncia online è un mezzo sussidiario e non un mezzo sostitutivo.» Tradotto: gli allegati che portate contano, e conviene che siano un fascicolo ordinato invece di venti schermate sciolte. In caso di urgenza c'è sempre il 117.
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3. Le segnalazioni nazionali
Segnalate il caso a antifraud.ch e all'Ufficio federale della cibersicurezza. Non recuperano il vostro denaro, ma alimentano gli avvisi nazionali e i blocchi preventivi: è il passo che impedisce al prossimo di cadere nella stessa trappola.
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4. La via civile, se c'è una controparte identificabile
Quando dietro la truffa c'è una società reale o un venditore identificabile, la strada civile parte dall'autorità di conciliazione del circolo competente e prosegue davanti alla Pretura. È lì che l'art. 178 CPC diventa concreto: se la controparte contesta l'autenticità delle vostre schermate con una motivazione sufficiente, tocca a voi dimostrarla.
Un'avvertenza che vale il prezzo della pagina: se dopo la truffa vi contatta qualcuno che promette di recuperare i vostri soldi dietro pagamento anticipato, è una seconda truffa. Le liste delle vittime circolano. Nessuna società privata recupera fondi versati volontariamente, e nessuna autorità svizzera chiede un anticipo per farlo.
Perché uno screenshot non regge, e su quale articolo
Il problema non è l'ammissibilità. In Svizzera quella è risolta da una riga di legge.
«Sono documenti gli atti come scritti, disegni, piani, fotografie, film, registrazioni sonore, archivi elettronici e simili, idonei a provare fatti giuridicamente rilevanti.»
Art. 177 Codice di procedura civile svizzero (CPC, RS 272), in vigore dal 1° gennaio 2011
Gli archivi elettronici sono documenti, punto. Nessuno vi può obiettare che «è solo un'immagine». Il problema arriva un articolo dopo.
«La parte che si prevale di un documento deve provarne l'autenticità, qualora la stessa sia contestata dalla controparte; la contestazione dev'essere sufficientemente motivata.»
Art. 178 CPC (RS 272)
Un «non è autentico» generico non basta alla controparte. Ma se allega elementi concreti, una data implausibile, un ritaglio evidente, un carattere tipografico incoerente, l'onere passa a voi. E qui una schermata nuda non ha nulla da offrire: non prova quando è stata scattata, non prova che nulla è stato tagliato, non prova che la pagina fosse davvero online in quel momento. Tutto questo si acquisisce al momento della cattura, oppure non si acquisisce affatto.
Quello che manca a un PNG
Nessuna impronta crittografica del contenuto, nessuna data attestata da un terzo, nessun HTML sorgente, nessun certificato TLS, nessuna traccia di chi ha catturato e con quale dispositivo.
Quello che dirà l'avvocato della controparte
Che l'immagine può essere stata modificata, che i metadati del file sono riscrivibili in un minuto, che la conversazione è decontestualizzata, che non c'è modo di sapere se la pagina esistesse davvero.
Quello che chiude la discussione
Un hash SHA-256 che chiunque può ricalcolare, una marca temporale rilasciata da un prestatore vigilato, un ancoraggio Bitcoin indipendente e una catena di custodia che dice chi, quando, come e da dove.
Da «mi hanno truffato» a un fascicolo pronto, in quattro passi
Il servizio è chiavi in mano: mandate quello che avete, vi torna un pacchetto certificato entro 24 ore.
Non cancellate nulla
Lasciate le schede aperte, non bloccate il contatto, non svuotate la casella di posta. Se avete già bloccato, verificate se la cronologia è ancora visibile prima di fare qualsiasi altra cosa.
Mandateci tutto quello che avete
Indirizzi delle pagine ancora online, esportazione della conversazione, e-mail, ricevute di pagamento, estratti. Anche materiale parziale: un fascicolo incompleto ma certificato vale più di un racconto completo.
Catturiamo e certifichiamo
Cattura a pagina intera con HTML sorgente e metadati, trascrizione leggibile numerata per riga, hash SHA-256 su ogni file, firma digitale RSA-4096 sul manifest, ancoraggio Bitcoin tramite OpenTimestamps, marca temporale qualificata e catena di custodia secondo ISO/IEC 27037. Il tutto registrato a video, così che il processo di acquisizione sia esso stesso documentato.
Ricevete il pacchetto entro 24 ore
Un archivio ZIP da 11 a 15 file con un PDF leggibile da allegare alla denuncia e al reclamo bancario. Chiunque lo può verificare in modo indipendente tramite il Verificatore di autenticità, senza dipendere dai nostri server e anche se la nostra azienda dovesse sparire.
Due livelli di prova, e cosa significa ciascuno
Vale la pena capire la differenza, perché è esattamente quello che vi chiederà il giudice.
Livello 1: integrità
L'hash SHA-256 è un'impronta di 256 bit calcolata sul contenuto del file. Cambiate un solo pixel e l'impronta cambia completamente. Chiunque, con uno strumento standard e gratuito, può ricalcolarla e confrontarla con quella nel manifest firmato.
Cosa dimostra: che il file che avete in mano oggi è identico a quello acquisito allora. Non dimostra quando.
Livello 2: la data
Due orologi indipendenti. La marca temporale qualificata di Disig a.s., Qualified Trust Service Provider iscritto alla EU Trusted List, e l'ancoraggio dell'hash sulla blockchain Bitcoin tramite OpenTimestamps, che non dipende da alcun fornitore.
Cosa dimostra: che quel contenuto esisteva già a quella data. Non è la vostra parola contro la sua.
Onestà sul valore giuridico in Svizzera: nessuno dei due livelli crea una presunzione legale. La Svizzera non appartiene né all'UE né allo SEE, quindi il Regolamento (UE) n. 910/2014 non vi si applica e l'art. 41 eIDAS, che nell'Unione impone al giudice di presumere esatta la data, qui non produce alcun effetto automatico. Il regime interno è la SCSE (RS 943.03). Quello che ottenete è diverso e, nel libero apprezzamento dell'art. 157 CPC, spesso sufficiente: due datazioni indipendenti fra loro e da voi, verificabili offline. Se invece la controparte ha sede nell'Unione europea, la presunzione dell'art. 41 opera comunque nel foro europeo.
Prezzo
Un pagamento unico, nessun abbonamento, nessun rinnovo automatico.
59,99 USD
ca. 48 CHF · fatturato in dollari statunitensi
- Pacchetto probatorio da 11 a 15 file, consegnato entro 24 ore
- Trascrizione leggibile numerata per riga, pronta da allegare
- Hash SHA-256, firma RSA-4096, ancoraggio Bitcoin e marca temporale qualificata
- Catena di custodia documentata secondo ISO/IEC 27037
- Verificabile da chiunque, senza dipendere dai nostri server
Preferite catturare da soli, in autonomia e a costo inferiore? L'estensione ProofSnap parte da 8,99 USD (ca. 7.20 CHF) al mese, con prova gratuita di 7 giorni che richiede una carta di credito.
Domande frequenti
Per aprire la pratica di solito sì, per vincerla spesso no. L'art. 177 CPC annovera espressamente gli archivi elettronici fra i documenti, quindi lo screenshot entra negli atti senza discussione. Il problema arriva dopo: l'art. 157 CPC impone al giudice il libero apprezzamento e l'art. 178 CPC mette l'onere di provare l'autenticità a carico vostro, appena la controparte contesta con motivazione sufficiente. Un PNG senza impronta crittografica e senza data attestata da un terzo non consente di assolvere quell'onere a posteriori.
Nell'ordine. Primo, la vostra banca, per bloccare la carta o il conto e avviare la richiesta di chargeback: è l'unico passo che può ancora recuperare del denaro, e il tempo conta in ore. Secondo, la denuncia alla Polizia cantonale per truffa ai sensi dell'art. 146 CP, o abuso di un sistema per l'elaborazione di dati ai sensi dell'art. 147 CP se il pagamento è stato disposto senza il vostro intervento. Terzo, la segnalazione ad antifraud.ch e all'Ufficio federale della cibersicurezza, che alimentano gli avvisi nazionali. Portate il fascicolo già pronto: le pagine spariscono, la denuncia resta.
«Chiunque, per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto, inganna con astuzia una persona affermando cose false o dissimulando cose vere, oppure ne conferma subdolamente l'errore inducendola in tal modo ad atti pregiudizievoli al patrimonio proprio o altrui, è punito con una pena detentiva sino a cinque anni o con una pena pecuniaria.» Art. 146 cpv. 1 Codice penale svizzero (CP, RS 311.0)
La pena sale fino a dieci anni per chi fa mestiere della truffa. Il requisito dell'astuzia è ciò che rende decisive le vostre prove: dovete poter mostrare la messinscena, cioè l'annuncio, il finto sito, le recensioni fabbricate e la conversazione, non soltanto il bonifico partito.
Dipende dalla piattaforma, e spesso la risposta è no. Su diversi servizi il blocco nasconde o rimuove la cronologia della conversazione dal vostro lato, e il truffatore cancella comunque annuncio e profilo entro poche ore. Se avete ancora accesso a qualcosa, anche parziale, catturatelo subito e in quello stato: un fascicolo incompleto ma certificato vale più di un ricordo completo. Se non avete più nulla, restano gli estratti bancari e le e-mail di conferma, che vale comunque la pena certificare.
Non come presunzione, sì come prova tecnica. La Svizzera non appartiene né all'UE né allo SEE, quindi il Regolamento (UE) n. 910/2014 non vi si applica e l'art. 41 non produce alcun effetto automatico davanti a un giudice svizzero. Il regime interno è la SCSE (RS 943.03). Ciò che una marca temporale qualificata europea vi dà davvero è una data attestata da un prestatore vigilato e indipendente da voi, verificabile offline anche a distanza di anni: un elemento di fatto molto forte nel libero apprezzamento dell'art. 157 CPC. Diffidate di chi vi promette una presunzione svizzera.
La truffa ai sensi dell'art. 146 CP è perseguibile d'ufficio, quindi non c'è il termine di tre mesi previsto dall'art. 31 CP per i reati a querela di parte. Il termine reale è un altro e nessuna legge lo scrive: la vita media di un annuncio fraudolento o di un profilo falso si misura in giorni, a volte in ore. Nessuna procura può recuperare una pagina che non esiste più e nessun archivio pubblico la conserva su richiesta. Per il chargeback, verificate le condizioni della vostra banca: i termini indicativi dei circuiti sono di 120 giorni dalla transazione.
No, e diffidate di chiunque ve lo prometta: le truffe del recupero crediti colpiscono soprattutto chi è già stato truffato una volta. ProofSnap è uno strumento di prova. Produce un fascicolo che rende credibile la vostra versione davanti alla banca, alla polizia e al giudice, il che aumenta concretamente le probabilità di un chargeback accolto e di un procedimento che va avanti. Il recupero del denaro passa dalla vostra banca e dalle autorità, non da noi.
Fonti: CPC (RS 272), art. 152 cpv. 2, 157, 168, 177 e 178 · CP (RS 311.0), art. 31, 146 e 147 · SCSE (RS 943.03) · UFCS, Rapporto semestrale 2025/2 · ISO/IEC 27037. Le informazioni hanno carattere orientativo e non sostituiscono la consulenza legale per il caso concreto.
Falso negozio online, annuncio su Ricardo, tutti.ch o Anibis?
Se la pagina è ancora online e non volete aspettare 24 ore, catturatela voi stessi. L'estensione ProofSnap per Chrome ed Edge produce lo stesso pacchetto probatorio in circa 41 secondi, direttamente dal vostro browser: hash SHA-256, firma RSA-4096, ancoraggio Bitcoin, catena di custodia ISO/IEC 27037 e Certificato di provenienza con 8 controlli di integrità.
La prova di 7 giorni richiede sempre una carta di credito. In alternativa, lo SnapPack è un acquisto singolo da 4,99 USD (ca. 4 CHF), senza abbonamento.