Processo civile italiano · Diritto probatorio
Nel 2026 l'articolo 2712 del codice civile attribuisce allo screenshot, come riproduzione informatica, piena prova dei fatti rappresentati, ma solo finché la controparte non ne disconosce la conformità. Per la Cassazione il disconoscimento deve essere chiaro, circostanziato ed esplicito. ProofSnap documenta la cattura con impronte, orario verificato e risposte del server, così un disconoscimento qualificato diventa più difficile.
Questa pagina cita il testo della norma alla lettera, ricostruisce come la parola «informatiche» vi sia entrata solo con la riforma del 2010, spiega il meccanismo del disconoscimento e mette a confronto la riproduzione con la scrittura privata. Le anticipo la conclusione: in Italia la prova digitale parte forte, e resta forte solo se è accompagnata da materiale verificabile.
Di Radim Motycka, fondatore e responsabile tecnico di ProofSnap · · Testi normativi citati alla lettera da Normattiva ed EUR-Lex
Come si presenta ProofSnap
Non c'è un programma da installare sul computer né un portale separato in cui entrare. Apra la pagina che vuole portare in causa, apra il pannello di ProofSnap e prema «Cattura». La cattura viene eseguita sul suo computer, il che permette di fissare una pagina visibile solo dopo l'accesso al suo account, e quasi sempre è proprio quella versione a essere contestata.
Pannello laterale di ProofSnap, interfaccia in italiano
Tutti i piani producono il pacchetto descritto più avanti in questa pagina. Cambiano il volume, l'ancoraggio su Bitcoin, la marca temporale qualificata eIDAS e la personalizzazione del PDF con il marchio dello studio.
Gli abbonamenti includono 7 giorni di prova, che richiedono sempre una carta di pagamento. Disdetta in qualsiasi momento. Fatturazione in dollari statunitensi.
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Per una diffida, un ricorso cautelare, una causa di concorrenza sleale o una singola cattura decisiva.
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Pagamento rifiutato? L'addebito proviene dall'estero e alcune banche lo bloccano per impostazione predefinita. Nell'app della sua banca cerchi «Pagamenti su internet» o «Pagamenti internazionali» e li attivi. Di solito bastano due minuti e non serve telefonare.
In Italia non serve un servizio qualificato per entrare nella norma: nella piena prova della riproduzione ci si è già. Per la maggior parte delle cause uno SnapPack basta, perché ogni file è già dotato di impronta e il manifesto è firmato e ancorato su Bitcoin. La marca temporale qualificata conviene quando la data è essa stessa oggetto di lite, o quando lei prevede una contestazione tecnica seria: Enterprise e Company ne includono un numero mensile, e la si può acquistare separatamente come eIDAS SnapPack da 6,99 USD.
Le catture le fa di solito chi gestisce l'ingresso dei documenti e apre le pratiche, non ogni avvocato per conto proprio. Una licenza più una di riserva copre il fabbisogno di uno studio piccolo, che è esattamente il minimo di due licenze del piano Company, 37,98 USD al mese (circa 32,70 €). Per la fattura intestata allo studio, scriva prima di acquistare a support@getproofsnap.com.
La fatturazione è emessa in dollari statunitensi; gli importi in euro sono approssimazioni arrotondate a titolo indicativo. L'addebito effettivo dipende dal cambio del giorno e dalle commissioni applicate dalla sua banca.
L'articolo si intitola «Riproduzioni meccaniche» e si trova nel libro sesto del codice civile, fra le disposizioni sulla prova documentale. È una frase sola, e conviene leggerla per intero prima di ragionarci sopra:
«Le riproduzioni fotografiche, informatiche o cinematografiche, le registrazioni fonografiche e, in genere, ogni altra rappresentazione meccanica di fatti e di cose formano piena prova dei fatti e delle cose rappresentate, se colui contro il quale sono prodotte non ne disconosce la conformità ai fatti o alle cose medesime.»
Articolo 2712 del codice civile, Riproduzioni meccaniche, testo vigente su Normattiva
Due cose saltano all'occhio. La prima: la norma non chiede nulla. Nessuna firma, nessun servizio fiduciario, nessuna procedura tecnica. Una riproduzione fa piena prova per il solo fatto di essere prodotta.
La seconda: tutta quella generosità è appesa a una subordinata. «[S]e colui contro il quale sono prodotte non ne disconosce la conformità». La piena prova non è una qualità della riproduzione, è una condizione che dura finché l'avversario tace. Ed è proprio questa condizione l'unica cosa che conta quando la causa si mette male.
Una nota storica che spiega molti equivoci. L'articolo è del 1942 e guardava a fotografie, pellicole e dischi. La parola «informatiche» non c'era: è stata inserita dopo «riproduzioni fotografiche» da una modifica del Codice dell'amministrazione digitale entrata in vigore il 25 gennaio 2011. Una norma scritta per la fotografia analogica disciplina oggi chat, e-mail, screenshot, log e video, ed è per questo che la giurisprudenza ha dovuto costruire le regole del disconoscimento.
Se la piena prova dura finché nessuno disconosce, allora la domanda pratica non è «vale il mio screenshot?», ma «che cosa deve fare la controparte per farlo cadere, e quanto le costa farlo?».
Il principio
La Cassazione ha confermato che gli screenshot di messaggi sono riproduzioni informatiche e fanno piena prova dei fatti rappresentati se non disconosciuti. Ha precisato che il disconoscimento deve essere chiaro, circostanziato ed esplicito e deve indicare in che cosa la riproduzione diverge dalla realtà. Davanti a una contestazione generica la piena prova resta; davanti a un disconoscimento qualificato il giudice valuta la riproduzione secondo il suo prudente apprezzamento e può disporre una consulenza tecnica d'ufficio. Se la controparte sostiene che la riproduzione è un deepfake, vedi la guida su deepfake e prova digitale.
Il termine
Il disconoscimento va sollevato tempestivamente, nel primo atto difensivo utile dopo la produzione della riproduzione; i termini concreti dipendono dal rito e, dopo la riforma Cartabia, dal calendario delle memorie. Verifichi il rito applicabile prima di fissare le scadenze difensive. Chi lascia passare quel momento decade dalla facoltà di disconoscere e la piena prova si consolida. Una formula di stile, inserita per prudenza in comparsa, non vale come disconoscimento qualificato.
Un punto che gioca a favore di chi ha lavorato bene: il disconoscimento di una riproduzione non la espunge dal processo. La riproduzione perde l'efficacia di piena prova e diventa un elemento che il giudice valuta insieme agli altri, anche per presunzioni.
Ed è proprio qui che serve un pacchetto documentato: se dopo il disconoscimento il giudice può accertare la conformità per altra via, il materiale verificabile è quell'altra via. Il valore di una prova digitale in Italia si misura in base alla difficoltà di disconoscerla in modo qualificato. Un'immagine isolata non offre nulla con cui smentire una divergenza, anche inventata. Un pacchetto con impronte, orario verificato e risposte del server obbliga la controparte a indicare quale elemento non torna.
Il diritto italiano tratta il documento digitale su due binari con resistenza molto diversa, e capire su quale ci si trova vale più di qualsiasi accorgimento tecnico. Il primo è quello che abbiamo visto. Il secondo è la scrittura privata:
«La scrittura privata fa piena prova, fino a querela di falso, della provenienza delle dichiarazioni da chi l'ha sottoscritta, se colui contro il quale la scrittura è prodotta ne riconosce la sottoscrizione, ovvero se questa è legalmente considerata come riconosciuta.»
Codice civile, efficacia della scrittura privata, testo vigente su Normattiva
La differenza sta nell'inciso «fino a querela di falso»: una scrittura privata la cui sottoscrizione è riconosciuta, o legalmente considerata come riconosciuta, cade solo con una querela di falso. Una riproduzione cede già a un disconoscimento qualificato. Il passaggio da un binario all'altro non è tecnico, è normativo:
| Riproduzione | Scrittura privata | |
|---|---|---|
| Che cosa serve per entrarci | Nulla, basta la riproduzione | Firma digitale, altra firma elettronica qualificata o avanzata, oppure un processo con identificazione informatica dell'autore conforme alle regole AgID |
| Che cosa prova | La conformità ai fatti rappresentati | La provenienza delle dichiarazioni dal sottoscrittore |
| Ci arriva una cattura web? | Sì, è il caso base | No, manca la firma di una persona fisica |
Un pacchetto di cattura web resta sul primo binario. Il Codice dell'amministrazione digitale riconosce l'efficacia della scrittura privata al documento informatico sottoscritto con firma digitale, altra firma elettronica qualificata o avanzata, oppure formato previa identificazione informatica del suo autore con un processo conforme ai requisiti fissati da AgID. Una cattura non reca la firma di una persona fisica. Il lavoro utile, in Italia, non è inseguire la scrittura privata: è rendere insostenibile il disconoscimento della riproduzione.
La stessa norma del Codice dell'amministrazione digitale prosegue con una frase che la controparte invocherà per prima cosa:
«In tutti gli altri casi, l'idoneità del documento informatico a soddisfare il requisito della forma scritta e il suo valore probatorio sono liberamente valutabili in giudizio, in relazione alle caratteristiche di sicurezza, integrità e immodificabilità.»
Articolo 20, comma 1-bis, del Codice dell'amministrazione digitale, testo vigente su Normattiva
La controparte sosterrà che il pacchetto non è una riproduzione che fa piena prova, ma un documento informatico non sottoscritto, quindi liberamente valutabile fin dall'inizio, senza bisogno di alcun disconoscimento. L'inquadramento come riproduzione è una qualificazione da argomentare nell'atto, non da dare per pacifica.
La marca temporale qualificata viene spesso presentata come il timbro che «rende legale» uno screenshot. Non è così, e la formulazione esatta del regolamento europeo è più utile di qualsiasi parafrasi:
«Una validazione temporale elettronica qualificata gode della presunzione di accuratezza della data e dell'ora che indica e di integrità dei dati ai quali tale data e ora sono associate.»
Regolamento (UE) n. 910/2014 (eIDAS), articolo 41, paragrafo 2, testo consolidato su EUR-Lex
Legga che cosa nomina e che cosa non nomina. Nomina la data e l'ora che la marca indica e l'integrità dei dati associati. Non nomina l'autore, non nomina la provenienza, non nomina la verità del contenuto. La marca si riferisce a dati, non a una persona: non è una firma e non porta la riproduzione sul binario della scrittura privata.
Provenienza
Non coperta dalla marca. La indicano semmai l'URL, la risoluzione DNS e le intestazioni di risposta del server, oltre alla sua stessa dichiarazione su chi ha eseguito la cattura.
Integrità
Coperta dalla presunzione per i dati a cui la marca è associata.
Data e ora
Coperte dalla presunzione per la data e l'ora che la marca indica: il pacchetto esisteva già in quel momento. Per questo conviene catturare prima di ogni altra mossa.
La marca copre l'integrità e la data con una presunzione di legge, mentre la provenienza resta un fatto da allegare e da documentare. Approfondiamo il funzionamento nella pagina sulla marca temporale qualificata eIDAS.
Nell'ordine in cui si presentano nella causa, non in quello della norma. I passi 1, 2 e 6 non costano nulla: richiedono solo metodo.
Prima dei passi: la fase cautelare
Quanto visto finora riguarda il giudizio di merito, dove il disconoscimento arriva e va gestito. In sede cautelare il quadro cambia, ed è lì che una cattura documentata rende di più. Nel ricorso d'urgenza, e ancora di più nella descrizione e nel sequestro previsti dal codice della proprietà industriale, che possono essere concessi inaudita altera parte, il fumus si valuta sulle carte che deposita lei. Per chi lavora in proprietà industriale questo è l'argomento decisivo, e viene prima di ogni considerazione sul merito: la qualità del pacchetto si misura nel momento in cui nessuno può ancora contraddirla.
Una recensione, un annuncio o un post possono essere cancellati dal loro autore in qualsiasi momento, e nessuno strumento cattura il passato. L'errore più comune e più caro è scrivere alla controparte prima di aver fissato la pagina. La data della cattura è l'unico elemento del pacchetto che poi non si ricostruisce. Lo stesso vale per un filmato: se la riproduzione informatica che le serve è un video YouTube da portare in tribunale, va registrato e sigillato prima di qualsiasi diffida.
Pagina intera o area visibile, una sola pagina o un percorso di navigazione, con o senza registrazione video. Deciso in anticipo e messo per iscritto, il criterio si difende. Improvvisato, espone all'accusa di aver scelto ciò che faceva comodo, che è precisamente il tipo di divergenza su cui si costruisce un disconoscimento qualificato.
L'URL, un orario verificato, le intestazioni di risposta del server, la risoluzione DNS, il codice sorgente e il testo estratto dalla pagina. Nel prudente apprezzamento del giudice, ogni elemento verificabile in modo indipendente è un argomento che la controparte deve smontare separatamente.
Banner dei cookie, barre di intestazione fisse, flussi infiniti di contenuti consigliati: una pagina moderna non si fotografa per intero senza toccarla. Se la modifica non viene dichiarata, la differenza rispetto alla pagina online diventa l'argomento della controparte, e per giunta un argomento concreto e circostanziato. Se la si dichiara, diventa metodo.
Non serve a entrare nella norma sulle riproduzioni, perché ci si è già dentro. Serve a far coprire l'integrità e la data della marca da una presunzione di legge, invece di affidarle alla sua parola. Conservi anche i dati di validazione della marca, non solo la marca.
Bastano due frasi: quale procedura ha generato il documento e come la controparte può ricalcolare da sé le impronte e verificare la marca. È la mossa che indebolisce il disconoscimento generico, perché il giudice ha davanti, nero su bianco, un metodo di verifica che l'avversario non ha nemmeno provato a usare.
È la domanda che arriva sempre. Il verbale di constatazione notarile su contenuto web resta la via più solida, perché lo redige un pubblico ufficiale e produce un atto pubblico. In concorrenza sleale e in proprietà industriale, con valori di causa elevati, di solito conviene.
Il problema non è la sua forza, è il tempo. Bisogna fissare l'appuntamento e aspettare, e una pubblicazione contestata può sparire in pochi minuti. I due strumenti non si collocano sullo stesso piano: uno è più forte, l'altro è disponibile adesso.
Attenzione però a quanto copre davvero. Nel verbale su pagina web la fede privilegiata dell'atto pubblico significa una cosa precisa: che in quella data, su quel dispositivo, quel contenuto compariva a schermo. Non copre l'autenticità né la veridicità del contenuto remoto, non copre il fatto che la pagina fosse la stessa servita a qualunque altro visitatore, e non copre eventuali manipolazioni a monte, dalla risoluzione DNS alla cache, dalla profilazione alla sessione autenticata. Tutto questo resta contestabile senza bisogno di querela di falso. Il verbale è un ottimo strumento, ma prova che il notaio ha visto, non che quello che ha visto fosse genuino.
La pratica ragionevole: catturare nell'immediato per fissare la prova e far redigere poi il verbale se la posta in gioco lo giustifica e la pagina è ancora online. Una cattura documentata non sostituisce il verbale, è ciò che esiste finché il verbale non è possibile, e molto spesso è anche l'unica cosa che arriverà a esistere. Mettiamo a confronto costi e tempi nella pagina su notaio e Wayback Machine.
Con una precisazione sulle spese. Dopo il disconoscimento qualificato è chi ha prodotto la riproduzione a doverne provare la conformità, spesso con una consulenza tecnica; il carico definitivo delle spese segue di regola la soccombenza. Spendere poco prima significa spesso spendere molto dopo.
| Via | Costo | Tempi | Se arriva il disconoscimento |
|---|---|---|---|
| Screenshot isolato | 0 € | Immediato | Nessun elemento verificabile: si finisce in CTU o si soccombe sul punto |
| Perizia informatica | Centinaia di euro secondo la complessità | Giorni o settimane | Solida, ma è una spesa che anticipa lei |
| Verbale notarile | Secondo tariffa e numero di fogli | Giorni, previo appuntamento | Querela di falso solo su ciò che il notaio attesta di aver visto |
| Cattura documentata con marca qualificata | 6,99 USD per marca (circa 6,00 €) | Immediato | Impronte, firma e marca verificabili |
Per la perizia informatica e il verbale notarile non indichiamo cifre puntuali perché in Italia dipendono dalla complessità dell'incarico, dal numero di fogli e dalla tariffa applicata dal professionista: chieda un preventivo prima di impostare la strategia. Gli importi in euro della marca temporale sono approssimazioni arrotondate del prezzo in dollari.
Il confronto corretto non è fra 0 € e 6,99 USD. È fra una prova che regge solo finché nessuno la contesta e una che, contestata, offre al giudice materiale verificabile senza dover contare sulla sua parola. Nel primo caso il costo non è zero, è soltanto differito al momento peggiore, quando la CTU diventa l'unica strada e la pagina originale non esiste più.
A sinistra ciò che non offre nulla da verificare, e quindi nulla con cui smentire un disconoscimento. A destra ciò che la stessa cattura ha scritto in più, e ogni riga si può verificare senza doversi fidare di noi.
Uno screenshot isolato
Nessun identificativo. Nessun orario verificabile. Nessuna risposta del server. Nulla che cambi se si ritocca un pixel. Fa piena prova ex art. 2712 c.c., ma solo finché nessuno lo contesta.
La stessa cattura, in manifest.json e chain_of_custody.json
evidence_id ps_e41dffe2-eda0-4652-bf04-76bfcd1f3ff4
url https://www.arabnews.com/node/2655769/middle-east
captured_at 2026-08-25T06:53:54.954Z
hash_algorithm SHA-256
file con impronta
screenshot.jpeg bf4117...fcb851
page.html ec8486...b1d9fe
metadata.json 76b387...7173a6
ntp_verification (quando)
sources_agreed 3 consensus_offset 82 ms
dns_verification (da dove)
sources_queried 2 sources_agreed 2
all_ips_match true status verified
layout_modifications (dichiarate)
fixed_hidden 7 headers 6 footers 1
forensic_log (registro concatenato)
operazioni concatenate tramite impronta hash
Valori reali di una cattura ProofSnap di un articolo di stampa eseguita il 25 agosto 2026, abbreviati e con le impronte troncate. Il pacchetto contiene da 11 a 15 file a seconda del piano, e il manifesto ne riporta le impronte.
In questa cattura ProofSnap del 25 agosto 2026 tre fonti orarie indipendenti hanno concordato con uno scarto di 82 ms, due resolver DNS hanno restituito gli stessi indirizzi e sette elementi fissi della pagina sono stati nascosti e dichiarati nel pacchetto.
Un registro modificabile a posteriori non garantisce nulla. Ogni voce di forensic_log.json porta perciò l'impronta della voce precedente e un'impronta cumulativa, ancorata a un valore casuale legato all'identificativo della cattura. Sopprimere o ritoccare un'operazione fa sì che le impronte successive non corrispondano più.
Se dopo il disconoscimento l'onere torna su di lei, conviene che la verifica sia alla portata di tutti. Fra i file del pacchetto ci sono verify.sh e verify.ps1, che ricalcolano tutte le impronte e controllano la firma offline con strumenti standard, oltre a una guida per farlo a mano. Il Verificatore di autenticità online controlla il pacchetto gratis e senza account.
Il testo dell'articolo 2712 del codice civile è una sola frase: le riproduzioni fotografiche, informatiche o cinematografiche, le registrazioni fonografiche e, in genere, ogni altra rappresentazione meccanica di fatti e di cose formano piena prova dei fatti e delle cose rappresentate, se colui contro il quale sono prodotte non ne disconosce la conformità ai fatti o alle cose medesime. La norma è del 1942; la parola «informatiche» vi è stata inserita con la riforma del Codice dell'amministrazione digitale del 2010. Oggi è il perno del sistema probatorio per chat, e-mail, screenshot, log e video.
Sì. Per il codice civile gli screenshot sono riproduzioni informatiche e fanno piena prova dei fatti rappresentati, e la Cassazione lo ha confermato per gli screenshot di messaggi. La condizione è scritta nella norma stessa: quella piena prova dura finché la controparte non disconosce la conformità. È una prova forte in partenza, ma fragile alla prima contestazione.
È l'atto con cui la parte contro cui la riproduzione è prodotta ne contesta la conformità ai fatti rappresentati. La Cassazione richiede che sia chiaro, circostanziato ed esplicito, e che indichi in che cosa la riproduzione diverge dalla realtà. Va proposto tempestivamente, nel primo atto difensivo utile secondo il rito. Una formula di stile del tipo «si contesta integralmente la documentazione avversaria» non basta: davanti a un disconoscimento generico la piena prova resta in piedi.
La riproduzione non viene espunta dal processo, ma perde l'efficacia di piena prova ed è rimessa al prudente apprezzamento del giudice, che può disporre una consulenza tecnica d'ufficio. A quel punto conta quanto materiale verificabile accompagna l'immagine, perché è chi l'ha prodotta a doverne provare la conformità. È il momento in cui uno screenshot isolato non ha nulla da offrire e un pacchetto documentato ha molto.
Sono due binari con resistenza molto diversa. La riproduzione cede al disconoscimento della conformità, che è un atto processuale semplice. La scrittura privata, per il codice civile, fa piena prova, fino a querela di falso, della provenienza delle dichiarazioni da chi l'ha sottoscritta, se la sottoscrizione è riconosciuta o legalmente considerata tale. Per il documento informatico serve una firma digitale, un'altra firma elettronica qualificata o avanzata, oppure un processo con identificazione informatica dell'autore conforme alle regole AgID. Un pacchetto di cattura web non reca la firma di una persona fisica e quindi resta sul primo binario.
No. Il regolamento eIDAS attribuisce alla validazione temporale elettronica qualificata la presunzione di accuratezza della data e dell'ora che indica e di integrità dei dati ai quali tale data e ora sono associate. Copre quindi la data della marca e l'integrità, non l'autore, perché la marca si riferisce a dati e non a una persona. Non è una firma. Quello che fa, ed è molto per una riproduzione, è rendere verificabile da un terzo che il pacchetto esisteva già in quel momento e non è stato modificato. La provenienza va documentata per altra via.
Rendendo verificabile ciò che la controparte dovrebbe contestare. Il disconoscimento qualificato richiede l'indicazione di elementi concreti di divergenza tra la realtà e la riproduzione. Se la prova è una sola immagine, inventare una divergenza plausibile è facile e smentirla è impossibile. Se accanto all'immagine ci sono l'impronta SHA-256 di ogni file, un manifesto firmato, un orario verificato su più fonti, la risoluzione DNS, le intestazioni di risposta del server, il codice sorgente e l'elenco delle modifiche apportate alla pagina per poterla catturare, la controparte deve indicare quale di questi elementi non torna.
No: è una scelta di costo e di rapidità. Il verbale notarile resta la via più solida, perché è redatto da un pubblico ufficiale e produce un atto pubblico, e in cause di concorrenza sleale o di proprietà industriale con valori elevati di solito conviene. Il limite è la rapidità: una pubblicazione contestata può sparire in pochi minuti, mentre un appuntamento con il notaio richiede tempo. La pratica ragionevole è catturare subito e, se la posta in gioco lo giustifica e la pagina è ancora online, far redigere il verbale in un secondo momento.
La norma non pone requisiti tecnici, quindi la domanda corretta è un'altra: che cosa resta della prova quando arriva il disconoscimento. Il pacchetto contiene da 11 a 15 file a seconda del piano, con impronta SHA-256 di ogni file, manifesto firmato, orario verificato, risoluzione DNS confrontata su due resolver, intestazioni di risposta del server, codice sorgente, testo estratto dalla pagina, catena di custodia con registro concatenato e script di verifica offline. Con una marca temporale qualificata eIDAS, emessa tramite Disig a.s., prestatore di servizi fiduciari qualificato iscritto nell'elenco di fiducia dell'Unione europea, la data della marca e l'integrità diventano oggetto di presunzione di legge. La valutazione resta del giudice.
No. È una norma del codice civile, e il processo penale segue regole proprie sull'acquisizione dei documenti e sul libero convincimento del giudice. La giurisprudenza penale sugli screenshot esiste e va tenuta distinta: riguarda l'acquisizione della prova, non l'efficacia probatoria civile.
eIDAS
Da dove nasce la presunzione del regolamento eIDAS e che cosa copre esattamente.
Parere
La giurisprudenza recente sugli screenshot letta da uno studio legale.
Confronto
Costo, tempi e che cosa non prova davvero un archivio web pubblico.
Pratica
Che cosa accetta un giudice, che cosa respinge e perché.
Famiglia
Come si cattura il video dell'altro genitore prima che sparisca.
Studi legali
Come si inserisce la cattura nel flusso di lavoro di uno studio.
Ciò che viene cancellato non lo recupera nessun programma. Una cattura richiede un clic e lascia traccia dell'URL, dell'orario verificato, delle risposte del server, delle impronte e di ogni modifica apportata, che è ciò che permette di discutere sul serio un disconoscimento.
SnapPack da 4,99 USD (circa 4,30 €) per 10 catture, pagamento unico e senza rinnovo. I 7 giorni di prova degli abbonamenti richiedono una carta di pagamento.